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Conclusa Sotterranea 2005 - Tredicesima Edizione

Rivincono i B-Blast nella categoria Rock
I Ctlab primeggiano nella sezione Altre Tendenze

Quei saturniani dei Ram


di FRANCO CAMELI francocameli@aliceposta.it

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP), SABATO 26 MARZO, BRUNCH, ULTIMA FINALE DI SOTTERRANEA 2005 - I B-Blast di Perugia hanno vinto Sotterranea Rock 2005, bissando il successo del '99. La band umbra eguaglia il primato degli Elettro Dust di Ascoli, anch'essi vincitori per due volte del concorso nazionale per gruppi emergenti.


B-Blast di Perugia, vincitori di Sotterranea Rock 2005 (Foto Umberto Candiani)

Nella stessa serata, sono stati proclamati vincitori di Sotterranea Altre Tendenze 2005 i Ctlab di Catania, che si erano esibiti il 19 marzo. Un pregevole combo in cui convivono equamente il calore dell'area mediterranea e delle Antille, con la spazialità dell'elettronica e i trasversalismi dei supporti campionati. Luigi Barone, chitarra elettrica, Mattia Messina, voce e sampler, Gianluca Ricceri, basso, Sergio Longhitano, piano rodhes, Federica Faranda, voce, Giuseppe Distefano, batteria, Sergio Montemagno, tromba, Yuri Argentino, sax. www.ctlab.it.


Ctlab di Catania, vincitori Sotterranea Altre Tendenze 2005
(Foto Umberto
Candiani)

L'attuale dimensione dei B-Blast è la logica evoluzione della band vista nel '99, con la prosecuzione sulla via del metal, supportati dalla tecnologia e da frammenti funk-rap. Ensemble maturo in ogni reparto, da meritare anche il riconoscimento per l'Abilità Tecnica. Nel secondo brano, Testa, il cantante interagisce con la testa di un manichino, facendo presagire che il combo guarda oltre lo steccato dei 4/4, e magari ha in "testa" un progetto multimediale. Suoni duri e metallici: sì. Presuppongono testi disperati e masochisti? Macché. Testi soprattutto d'amore, dedicati a una lei che scatena il fuoco della passione, ma ha troppi difetti caratteriali, e contraddizioni, per poter essere accettata in toto. Scritti da una mano confezionatrice di strofe ordinate ed essenziali.
Gerardo Capolsini, voce + campionatore, Lorenzo Capolsini, chitarra, Patrizio Quattrocchi, chitarra, Euro Ribigini, basso, Giacomo Cenci, batteria. www.b-blast.it.
Le finali sono state presentate da Patrizio Viozzi, un giovane promettente, che qualche volta ha esagerato con le battute ironiche, risultate poco gradite. Ma, vista l'indole di buon incassatore, sono sicuro che per lui il futuro sarà roseo.


Il Pasto Nudo di Bari, premio per l'Originalità

C'erano altri due gruppi che meritavano al pari dei B-Blast: i Fuoriluogo di Frosinone e Il Pasto Nudo di Bari; dei primi ho parlato nella recensione del 19 marzo. I secondi si chiamano come un noto volume di William Burroughs (Il Pasto Nudo, una delirante discesa nell'inferno della droga), maestro della Beat Generation, nonché del "taglio" e del "ripiegamento" lessicale. Ma loro esagerano con altri volumi, girando a tutta le manopole. Se il chitarrista avesse tenuto il volume dell'ampli a livelli più contenuti, avremmo compreso che cosa gridava il cantante e, soprattutto, goduto l'assieme, e forse avrebbero meritato il gradino più alto del podio. Si definiscono heavy metal, ma è un termine che gli va stretto, perché su una ossatura blues costruiscono un wall of sound erto come il Muro di Berlino. Bassista di grande versatilità tecnica e con una straordinaria familiarità con lo strumento, batterista di ottima levatura, chitarrista dai giri arroventati e taglienti, ma dal volume così alto da coprire l'urlo disperato del vocalist, e da far fischiare le orecchie. L'augurio è di rivederli in alto, con volumi più bassi. Premi per il Miglior Bassista e per l'Originalità.
Tarcisio Longobardi, chitarra e voce, Francesco Longobardi, batteria, Antonio Locafaro, basso, Gigi Nardelli, voce. www.ilpastonudo.3go.it.


Ram di Ripatransone (AP), premio... Altri Pianeti

Un trattamento a parte meritano quei saturniani dei Ram di Ripatransone (AP). Per loro ci vorrebbe la categoria Altri Pianeti, tanto sfuggono alle classificazioni. Si producono in un set tra il cabaret, il demenziale, l'autorale e il multimediale, basato sulla mimica e le declamazioni del vocalist Luigi Coccia e sul cantato-recitato del tuttofare Andrea Vecchiarelli, che a un certo punto si aggira tra il pubblico con una trombetta rossa. Diciamo: oltre il reading. Il testo di Ma Ppecchè, forse ci aiuta a capire qualcosa in più di "questo gruppo di scalcinati fetenti" (parole del cantante-mimo). "Come un binario spezzato/il mio cuore innamorato/più non giungerà/nella tua stazione/Ma ppecchè/nun ce vulimme piu/ma ppecchè/si fuita via/ma ppechè/l'amore fa così/Poi/ognuno diviso non è felice/e adesso/si è spezzata la nostra cornice..." Ai Ram primo premio della categoria immaginaria Sotterranea Altri Pianeti 2005. Luigi Coccia, voce, Andrea Vecchiarelli, voce, sax contralto, Korg, chitarra, Stefano Vespasiani, chitarra, Jacopo Consorti, basso. www.varechinaloredana.splinder.com, www.nocore.splinder.com


Francesco Dal Corso (Tre Verticale di Trento)

La serata è stata aperta dai Tre Verticale di Trento, che per una serie di coincidenze sfigate sono rimasti in uno: il cantante e chitarrista Francesco Dal Corso, il quale dovendosi confrontare in un concorso strutturato per bands, ha trovato difficoltà nel fare presa sulla giuria. Il personaggio non va sottovalutato, perché costruisce linee melodiche suggestive e testi profondi. Ci lascia in dono il Cd dei Tre Verticale, Lemma due, e la compilation prodotta dalla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, dove il suo gruppo compare con due brani. Il Cd è stato edito in occasione della mostra Departures. www.treverticale.it.


FATA di Modena, premio per l'Arrangiamento

I FATA di Modena sono affezionati a Sotterranea, al punto che in quattro anni hanno partecipato a tre edizioni. Questa volta si presentano con i numeri giusti per ambire a qualcosa di più di un attestato. Ma sulla loro strada si parano i B-Blast. Oscuri ed evocativi, inquietanti ma di forte comunicatività, i FATA si producono in uno show denso di emozioni, a cavallo tra la dark wave e l'euro electro pop. Roba da primi anni Ottanta. "Roba vecchia", mormora uno tra il pubblico. "Ah!", penso. "Se questa è roba vecchia, Lift me up, di Moby, è preistoria. Eppure sta in cima alle hit nazionali". A pensarci bene ricordano l'ultima produzione di Moby, con la differenza che i FATA da qualche anno battono il terreno electro wave, Moby c'è approdato adesso. Alla fine si sono aggiudicati il premio per il Miglior Tastierista e per l'Arrangiamento. Davide Romitti, basso, Federico Montorsi, chitarra, Milo Mazzola, batteria, Daniele Brandoli, tastiere, Roberto Ferrari, voce. www.fataweb.org


13DIVE di Terni
Da Terni i 13DIVE, un trio di terroristi sonori. Suonano un genere a tutto decibel, a momenti grungiato a momenti rumoroso. Il primo brano è più grunge, il secondo vicino all'hard noise, il terzo è una cantilena disperato-grunge. In generale suoni sporchi, voce sgraziata e cadenze plumbee. Hanno le phisique du rôle, ma manca un po' d'esperienza. Insistete! Stefano Guerrini, voce e chitarra, David Cecilia, basso, Eugenio Della Mora, basso.


MaPo di Caserta
Da Caserta i MaPo, tornati a Sotterranea dopo l'apparizione dello scorso anno. Devo dire che li ho visti migliorati: pop meno scontato e arrangiamenti più curati. Basso e batteria sono puntuali nell'intesa e nel dettare il tempo; bene l'assieme strumentale, soprattutto il chitarrista alla destra della cantante, e buona la tenuta del palco: in particolare per lo show della vocalist, Fabiana Solla. Non ha vinto il premio Miglior Voce (una voce densa di accenti e sfumature) perché era tarata a basso volume, per cui la performance vocale si è persa sotto la musica.
Si è notato il lavoro sui suoni, ma devono lavorarci con maggiore dedizione, in quanto il loro genere può decollare solo inventando soluzioni innovative. Fabiana Solla, voce, Valerio Tucci, basso, Giulio Papa, batteria, Gianluca Vanità, chitarra, Mariano Villano, chitarra. www.mapo.us


Rubik3 di Perugia, Premio per il Testo con un Valore Letterario

Per ultimi, ma solo nel mio casuale ordine narrativo, i Rubik3 di Perugia (toh, vicini di casa dei B-Blast). Prima del set do una sbirciata alle note biografiche, dov'è riportato il loro genere: "Rock geometrico". Penso: "Boh?". Poi li ascolto: "Ariboh!" Non sono in grado di classificare il genere né geograficamente né storicamente. Il chitarrista inganna: indossa un kilt hardocore-punk in voga negli anni Ottanta, ma fa tutt'altro. Ci provo: su una intelaiatura pop-rock inseriscono segmenti blues, hirish e swing. La voce rimane sepolta sotto la musica nei primi due pezzi, finché non svetta impetuosa ed egemone dalla terza canzone. Poi vincono l'importante Premio per il Testo con un Valore Letterario (categoria Rock). Testi in forma poesia, semplici e arricchiti da frasi creative. Estraggo qualche verso da Biglie: "Penso che sia lecito nascondersi per non dimenticare/e non credere alla tensione di dare un nome ad ogni umore". Da l'Importante: "L'importante è guardarsi con rispetto/torturarsi molto lentamente/trovarsi metri di poesia sotto una palpebra pesante".
Letizia Gallina, voce, Luca Farinella, basso, Matteo Brustenghi, chitarra, Simone Brustenghi, batteria, Francesco Federici, chitarra. www.rubik3.it.
Anche per quest'anno è andata. E' stata l'ultima edizione al Brunch: il locale è diventato inadeguato, rispetto all'importanza del concorso. A giugno su questo sito sarà pubblicato il nuovo bando. Arrivederci a Sotterranea 2006.
F.C.

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I Verbamanent di Roma vincono Sotterranea Rock e Dintorni

In una lunga e appassionante serata hanno brillato La Grande Tribù, Ctlab, Fuoriluogo e Zap

Il 26 marzo ultimo appuntamento con Sotterranea 2005

di FRANCO CAMELI
francocameli@aliceposta.it

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP), SABATO 19 MARZO, BRUNCH - I Verbamanent di Roma hanno vinto Sotterranea Rock e Dintorni, imponendosi al fotofinish su La Grande Tribù di Monteprandone (AP). Nella categoria Rock e Dintorni competono gruppi di estrazione folk e autorale (non i sottogeneri del rock: punk, metal, noise, crossover, grunge). La kermesse è andata in scena al Brunch di Porto d'Ascoli (la zona industriale di San Benedetto), di fronte a un pubblico folto e appassionato, che è rimasto fino alle ore piccole per conoscere l'esito finale. Ha presentato Patrizio Viozzi.


Verbamanent di Roma

I Verbamanet sono: Davide Finesi, voce, Fabrizio De Santis Batteria, Cristina Romagni, violino, Alessandro Raponi, chitarra, Lisa Rogai, sax, Mirco Milletarì, basso, Giampaolo Scardia, tastiere. Verbamanent, ovvero una folk band con arrangiamenti puliti, strumentisti ben assemblati e preparati singolarmente. Svariano dal blues jazzato, a reminiscenze di Modena City Ramblers, alla cantilena araba del brano Damasco, al folk irlandese di La danza del diavolo, fino alla marcetta popolare. I testi delle canzoni, molto curati, hanno stretta correlazione con la forma poesia.
Oltre al primo premio si sono aggiudicati l'opportunità di vedere inserito nel sito www.sotterranea.com un Mp3, nonché riconoscimenti per il Miglior Batterista, per l'Abilità Tecnica e l'Originalità. Info www.verbamanent.info.


La Grande Tribù di Monteprandone (AP)

Al pari dell'ensemble capitolino avrebbero meritato i piceni La Grande Tribù, dotati di una insuperabile capacità di trascinare e coinvolgere. Nel più che convincente folk-set fanno balzare alla memoria gli odori della mietitura del grano, i sapori della vendemmia, l'aia di una fattoria, gli echi dei campi al tramonto. E i testi sono ispirati. Direi: i vincitori morali di Sotterranea Rock e Dintorni 2005. Luigi Bucci, batteria, Roberto Capriotti, chitarra classica, Marco Carlini, flauto, Domenico Di Martino, fisarmonica, Alberto Fabiani, violino, Nicola Grilli, basso, Paolo Partenza, percussioni, Igor Romandini, chitarra acustica, Massimiliano Sebillo, voce. Per loro il premio al Miglior Bassista, al Miglior Batterista e al Miglior Strumentista (violino).
Archiviato il segmento Rock e Dintorni, è ancora aperta la gara per le categorie Sotterranea Altre Tendenze e Sotterranea Rock. Al termine della finale di sabato 26 marzo saranno proclamati i vincitori di queste due sezioni.


Ctlab di Catania

Il 19 marzo si sono esibiti anche alcuni gruppi Rock e Altre Tendenze. Hanno lasciato il segno i Ctlab di Catania (Altre Tendenze): otto elementi, in cui convive la solare anima mediterranea con l'ipnosi del dub, i campionamenti e l'elettronica. Ragazzi creativi e coraggiosi (26 ore di pulmino per andare a San Benedetto e tornare a Catania), con le carte in regola per puntare in alto. Luigi Barone, chitarra elettrica, Mattia Messina, voce e sampler, Gianluca Ricceri, basso, Sergio Longhitano, piano rodhes, Federica Faranda, voce, Giuseppe Distefano, batteria, Sergio Montemagno, tromba, Yuri Argentino, sax. Info www.ctlab.it.



Corpi Contusi di Bologna

Un'altra band Altre Tendenze è quella dei Corpi Contusi, trio strumentale di Bologna votato all'elettronica anni Ottanta (Neon, Kirlian Kamera...). Il primo impatto è con il look, che fa pensare ad una band produttrice di suoni per commentare immagini, per cui renderebbero al meglio con l'ausilio di effetti luce e fumogeni. Passano dalla musica per ambienti all'electro-hard, evidenziando qualche vuoto che di norma riempiono con i supporti multimediali. Purtroppo, la tipologia del locale e la struttura del concorso, dove in una sera si esibiscono otto bands, non consente di poter soddisfare le loro richieste. Da rivedere in un ambito più consono. Alessandro Corona, drum machine and effect, Cory Cellec, guitar and effect, Davide Verticelli, keyboard. Info: e.mail rano57@libero.it.


Fuoriluogo di Frosinone

Quest'anno non c'è la sezione Metal, pertanto le formazioni di tale genere competono nella categoria Rock.
I Fuoriluogo di Alatri (FR) sono tra questi. E' uno di quei gruppi che fanno la differenza con un sound roccioso e potente, direi un crossover anticonvezionale, attraversato da qualche frase funk, pause doom e una cascata di hardcore. Il gruppo è tecnicamente impeccabile e rappresenta in scena l'incarnazione avant-metal. Diego Capoccitti, chitarra e voce, Alessio Servino, basso, Diego Valvani, chitarra, Gianluigi Nicella, batteria. Info www.fuoriluogo.altervista.org.



Joanah's Faith di Isernia

Da Isernia, regione Molise, i Joanah's Faith, band in equilibrio tra l'hard e l'heavy con un approccio punk. Presi singolarmente sono buoni musicisti, ma l'assieme risulta un tantino scoordinato. Cantano in inglese storie e leggende tra il gotico e l'epico. Forse il viaggio andata e ritorno senza pause ha penalizzato la resa. Mike Miranda, voce e basso, Giuseppe Di Iorio, chitarra, Mauro Carrino, chitarra, Antonio Izzo, batteria. Info www.joanahsfaith.com.



Zap di Grottammare (AP)

Con Zap (da Grottammare - AP) si sprofonda nell'androgyny-cyber metal o, se si preferisce, nel cyber-trans metal. Il pensiero va, in primis, ad Alice Cooper, precursore dello shock-rock e del travestitismo. Ma se tenete a mente i Kiss e Marilyn Manson avete centrato l'argomento (vedi foto). E se vi è capitato di ascoltarli, già sapete cosa sto cercando di descrivere. Se poi non avete idea di cosa propongono, provate a fare così: mixate i Kiss con Manson, shakeratelo con le personalità individuali dei musicisti della band: ed ecco servito Zap, ovvero gli argonauti del cyber-glam metal (mettendo al posto di glam, androginy o trans, il prodotto finale non cambia: sempre di sessualità ambigua si tratta. Ma è solo un gioco di scena... o no). Alla finale del 19 marzo il buco lasciato dall'assenza del secondo chitarrista è stato coperto con il sudato doppio lavoro del leader. Tra le note fornite dal gruppo mancano i dati inerenti l'organico, per cui non vi resta che approfondire nel sito www.zap-on-line.com.



Loopcide di Firenze

I Loopcide di Firenze espongono un background rock blues stoner, ripulito da cadenze alcoliche e distorsioni. Potrebbero affondare, sporcando le melodie con un uso rumoroso dell'effettistica, però restano al confine di un rock blueseggiante, con variazioni stoner, ben confezionato ma senza eccessivi colpi d'ala. Uno dei due chitarristi (quello vicino al cantante) ha compiuto un piccolo atto d'eroismo, suonando anche con l'influenza. In bocca al lupo per il rientro a casa.

Per una serie di imprevisti, il 19 marzo la rassegna è iniziata alle ore 23, protraendosi, con le premiazioni, fino alle 4 di mattina. Gli ultimi in gara, La Grande Tribù, hanno completato la performance alle 3,30. Sabato 26 ultima finale di Sotterranea 2005: si inizia puntuali alle ore 22. Le band in gara si succederanno in questo ordine: Tre Verticale di Trento, MaPo di Caserta, Il Pasto Nudo di Bari, FATA di Modena, B-Blast di Perugia, Rubik3 di Perugia, 13dive di Terni, Ram di Ripatransone (AP). E che vincano i migliori.

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Sabato 12 marzo è andata in scena la seconda finale di Sotterranea 2005

A Sotterranea il meglio del rock emergente

di FRANCO CAMELI
francocameli@aliceposta.it

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) - Al Brunch di Porto d'Ascoli (la zona industriale di San Benedetto) è andata in scena la seconda finale di Sotterranea 2005 - Rassegna di Musica Rock e Altre Tendenze. In gara otto gruppi emergenti provenienti da varie regioni d'Italia, tre addirittura da Roma. Dicevo: gruppi emergenti. Riflessione: quando si parla di bands in erba è automatico pensare a progetti acerbi e di scarsa credibilità. Sorpresa: a Sotterranea accade il contrario. Vale a dire: le formazioni in gara sono preparate sotto il profilo tecnico-compositivo, tengono lo stage con padronanza e spesso mettono in vetrina spunti inediti.
Vogliamo parlare del 12 marzo? E parliamone.
Citerò in ordine di uscita. Abbiamo ammirato il rock ibridato di blues e funk dei 73Ponente di Siena, il lirismo cameristico dei Pane di Roma, le invenzioni dei la frenk di Roma, il beat ideologico della freak-band Puntini-Puntini di Roma, il nu-metal d'impatto dei Drow di Teramo, il potente rock grungiato degli Swell99 di Macerata, il post-punk energico dei Plaisir di Ascoli Piceno, le variazioni in noise degli Order and Disorder di San Benedetto.
Un po' di cronaca. La serata è iniziata alle ore 22 con il vuoto di pubblico. Dispiace che i 73Ponente si siano esibiti per pochi intimi, ma se si fosse cominciato più tardi, avremmo terminato troppo in là nelle ore piccole. Poi verso mezzanotte il Brunch si è riempito di gente che ha seguito con calore la rassegna, e ha tirato fino a tardi. Ha presentato Patrizio Viozzi interagendo con i musicisti e gli spettatori.
I senesi 73Ponente si presentano con due chitarre dai riff puliti e accattivanti (Jacopo Crezzini e Matteo Bracalente), basso (Francesco Ciompi), batteria (Leonardo Madoni). La cantante Caterina Forestieri ha una voce possente, che meglio si addice a un genere funk jazz. Infatti rende al top nel funkeggiante Quello che sembra non è, ultimo brano in scaletta.


73Ponente di Siena

Poi arrivano i capitolini Pane, così disposti: Maurizio Polsinelli, pianoforte, Vito Andrea Arcomano, chitarra acustica, Claudio Madaudo, flauto traverso, Ivan Macera, batteria, Claudio Orlandi, voce. E sì, è musica da camera, con un ritmo più marcato e una voce baritonal-declamatoria, che recita e grida poesia. Da A stomaco aperto: "Scatola bianca che/ingoia l'autunno/Poi le montagne e/le nuvole poi/Il chiarore di un mattino/i fari di un'automobile/sul molo piovigginoso/di un pomeriggio di mare/il buio poi/Lame distratte/come lacrime mie/Bianco il cuscino/il tuo viso sul mio".


Pane di Roma

Ancora una band di Roma: la frenk. Sorpresa! Non c'eravamo accorti che nel gruppo militano personaggi di spicco, soprattutto nell'ambiente teatrale. Il cantante chitarrista è lo scenografo e costumista Paki Meduri, impegnato nella pièce Barbara, di Angelo Orlando, con Valerio Mastrandrea e le musiche di Daniele Silvestri; al basso Mariano Morra architetto romano diviso tra musica e teatro; alle tastiere e sampler Francesco Giuffrè, regista teatrale e figlio del più noto attore Carlo Giuffrè. Poi, alla tromba Filippo Tomassini e alla batteria
Paolo Matozzi. La frenk si cimentano in un sound intrigante e godibile. Dotati di buona padronanza tecnica, spaziano dall'acid jazz alla post wave, arrangiando i temi musicali mantenendo il giusto equilibrio tra ritmo e melodia, producendosi in una obliqua ricerca sui suoni (efficace il sampling di Giuffrè), punteggiando il set con gli insert di un tromba contagiosa.



la frenk di Roma

La performance dei Puntini-Puntini (ancora Roma), inizia con il quartetto ammantato da un foglio bianco bucherellato in diretta. E il frontman, tale ... (sì, si fa chiamare Puntini-Puntini, e si firma con i tre puntini sospensivi), illustra il credo dell'ensemble: "E' una ideologia che non vuol dire scrivere canzoni ideologiche. Questo la lasciamo fare ai cantautori".
E fanno beat "in blues", contaminato di suoni dal mondo. E il vocalist sciorina versi anarco-pacifisti in metafore. Continuerebbero all'infinito, ma a mezzanotte il sottoscritto segnala che i 20 minuti a disposizione sono scaduti.


Puntini-Puntini
di Roma

Con i maceratesi Swell99 arriva una sferzata di energia: rock granitico post Peal Jam e una presenza in scena da rockers consumati. Due chitarre, un cantante chitarrista, basso, batteria e riff torrenziali.


Swell99 di Macerata

All'1 meno un quarto scocca l'ora degli abruzzesi Drow. Vanno giù pesante con il loro nu-metal attraversato da staffilate trash. Sono buoni musicisti, scenicamente rispecchiano il cliché metal alla perfezione, con un vocalist che fa la differenza, svariando dai bianchi gorgheggi al cantato da animale sgozzato.



Drow di Teramo

Penultimi on stage i Plaisir di Ascoli Piceno. La band è stata selezionata dallo staff di Sotterranea al concorso Piceno on the Rock, per ottemperare al rapporto di scambio. Rispetto alla performance di Piceno on the Rock li ho trovati meglio assortiti e più maturi, con qualche invenzione in meno, ma maggiore coscienza di sé. In trio, chitarra e voce + basso e batteria, per un post-grunge malato di noise.


Plaisir
di Ascoli Piceno

Siamo alla fine della seconda puntata di Sotterranea 2005. Mancano 15 minuti alle 2 del mattino quando entrano in scena Order and Disorder, un trio di San Benedetto assai rumoroso: sound livido ed angolare, distorsori a manetta e riff graffianti. Concludono il set con 2 minuti di feed-back e rumore puro.


Order and Disorder di San Benedetto del Tronto (AP)

Dunque: otto gruppi di spessore, con qualche variabile di poco peso. Continuando con sì alta levatura sarà un rompicapo per la giuria scegliere i vincitori. Il concorso vede in lizza 30 bands, 16 delle quali devono ancora esibirsi. Non a caso sono divise in tre categorie: Sotterranea Rock, Sotterranea Altre Tendenze, Sotterranea Rock e Dintorni. Da ognuna di queste tre sezioni uscirà un primo classificato. Sabato 19 marzo ci sarà una sfoltita, con la proclamazione dei vincitori di Rock e Dintorni.
E' bene ricordare la formula del concorso: le formazioni in competizione si esibiscono in un unico contesto, divise in quattro serate, ma vengono valutate in maniera separata e con criteri differenti. La giuria ha tre cartelle ognuna per un genere, pertanto non si crea confusione, dovendo votare i gruppi Rock nella cartella rock, e via discorrendo. Dulcis in fundo, alla finale del 26 marzo saranno premiati i più votati di Sotterranea Rock e Sotterranea Altre Tendenze.
Appuntamento a sabato 19 per un altro bagno di decibel. In gara i Ctlab di Catania, Loopcide di Firenze, Corpi Contusi di Bologna, Verbamanent di Roma, Fuoriluogo di Alatri (FR), Joanah's Faith di Isernia, Zap di Grottammare (AP), La Grande Tribù di Monteprandone (AP).


SOTTERRANEA 2005 - CONCLUSA LA PRIMA FINALE AL BRUNCH
Esordio positivo per la tredicesima edizione del concorso

Cinque bands in gara

di FRANCO CAMELI francocameli@aliceposta.it

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP), SABATO 5 MARZO 2005. PRIMA FINALE DI SOTTERRANEA 2005 - Bene. E' andata molto bene la prima finale della tredicesima edizione del concorso nazionale per gruppi emergenti Sotterranea - Rassegna di Musica Rock e Altre Tendenze.
SUL PALCO del Brunch di Porto d'Ascoli (la zona industriale di San Benedetto) cinque notevoli bands, che si sono cimentate nelle categorie Sotterranea Rock, Sotterranea Rock e Dintorni, Sotterranea Altre Tendenze.
NELLA SALA un folto pubblico, attento agli sviluppi dello show.
Le performance in quest'ordine: Divarikator di Bologna, Firesons di Filottrano (AN), Qun di Recanati (MC), Le GreviDanze di Grottazzolina (AP), Eddie loves Mary di Ascoli Piceno. Seguendo il regolamento hanno proposto brani di propria composizione. Prima di dare l'avvio alla kermesse il presentatore Patrizio Viozzi ha invitato il pubblico ad osservare un minuto di raccoglimento per rendere omaggio a Nicola Calipari, l'agente del Sismi ucciso dagli americani in Iraq, mentre stava portando in salvo la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena.
Sentiti gli umori del pubblico, due formazioni sono sembrate di altra levatura: i Divarikator (categoria Rock) e i Qun (Altre Tendenze).


Divarikator di Bologna... Zappa & metal (Foto Umberto Candiani)

I primi per la tecnica impeccabile, la provocazione gestuale e la dissacrazione linguistica; i secondi per la maturità tecnico stilistica, per le invenzioni nelle parti compositive e nella ricerca di sonorità trasversali, con un sapiente uso dell'effettistica. Metal "zappiano", quello dei Divarikator, e testi sboccati. "E' stato come giocare una partita/la partita dell'amore/solo che la porta era il mio culo/e tu hai fatto gol sicuro... pensando a lui" (da Pensando Habanera). Dalle liriche è lampante il motivo per cui hanno definito il loro genere "anal rock".


Qun in action (Foto Umberto Candiani)

Qun. Fuori dal recinto del rock, non assimilabili al drum 'n' bass, all'ambient-space e al nu-cosmic, anche se lo show risulta punteggiato dai generi citati. Eppoi i testi. Valga per tutti il robotico Radar: "Aprite le mani e le dita/fingete di usare le antenne/dritte a sondare il vuoto/cercando altre forme di vita/puntate alle stelle/Non sono le facce di un dado/tirate dal caso per caso/Orientate gli orecchi in ascolto/orientate le braccia e aspettate/un segnale in estremo ritardo/raggiunge le vostre parabole/Qualcuno a distanze tremende/ripete i vostri stessi gesti/cercate la stessa frequenza/Cercate la stessa frequenza..."
Con le Grevidanze (categoria Rock e Dintorni) i timpani beneficiano di 20 minuti di quiete. Chitarra, basso, batteria e cantante pianista, per un rock autoral-cabarettistico. Richiamano alla memoria Herbert Pagani e momenti di Vinicio Capossela. E piacciono. Per quell'aria da "chansonnier maudit" del frontman, che non nasconde un'anima devota agli chansonnier de l'âge d'or.


Le GreviDanze di Grottazzolina (AP) (Foto Umberto Candiani)

I Firesons (categoria Rock), ce li ricordavamo a dieci elementi (vincitori del premio Miglior Arrangiamento a Sotterranea 2001) autori di un combat folk maturo e politicizzato. Ora sono rimasti in sei, mutando lo spirito agreste in una coscienza da "colletti blu", evocante il "rock operaio" caro al migliore Bruce Springsteen targato anni Settanta. Non hanno dimenticato la terra d'origine, la marchigiana Filottrano, da dove mossero i primi passi i Gang. E il retaggio dei Gang è presente nelle tessiture combat-rock. E nelle liriche socio-politiche. E nell'aria risuona il lamento delle sirene e l'eco della liberazione di Giuliana Sgrena. "Dedichiamo il pezzo a Giuliana e a tutti i bambini del mondo che soffrono per questa cazzo di guerra", esordisce il cantante. E attacca Cade su di noi: "La scuola ormai in frammenti non culla più/ il sogno di un futuro alla pari/Sotto il cielo di Bagdad/con le mani nelle mani/giro giro tondo quanto è bello il mondo/cade su di noi/... La sirena impietriva ma chiamava la ritirata..."


Firesons di Filottrano (AN) (Foto Umberto Candiani)

La prima finale di Sotterranea 2005 si è conclusa con il set di Eddie loves Mary, un quintetto ascolano di rock alternativo, che ha il punto di forza nella cantante Emilia Ranalli, la Linda rock di Sotterranea. La vocalist fa balzare alla memoria Linda, non tanto per la voce, quanto per il fisico imponente, dotato di una sensualità spontanea. Da non sottovalutare i testi. Da Cluedo: "Brucia la tua casa/di plastica dorata/riempi le tue stanze/di lucciole danzanti/rompi quegli specchi/che spiano i tuoi gesti/brucia le tue prove/nascondile per bene".


Eddie loves Mary di Ascoli Piceno (Foto Umberto Candiani)


Emilia Ranalli, Eddie loves Mary (Foto Umberto Candiani)

La giuria: presidente Franco Cameli, critico musicale e direttore artistico di Sotterranea, Dario Faini, leader degli Elettro Dust e art director di Piceno on the Rock, Marco Di Paolo, coautore delle canzoni di Linda e rappresentante dello studio MR di Pedaso, Roberto Strappelli, docente di batteria, Giacomo Antonini, operatore del Centro Giovani del Comune di San Benedetto e tecnico del suono.
Non sono giunti a San Benedetto i Marconotari di Asti, a causa di un incidente occorso al batterista. Sabato 12 marzo seconda finale con otto gruppi: 73Ponente di Siena, Pane di Roma, la frenk di Roma, Puntini-Puntini di Viterbo, swell99 di Macerata, Drow di Teramo, Plaisir di Ascoli Piceno, Order and Disorder di San Benedetto.
I vincitori della categoria Rock e Dintorni verranno premiati il 19 marzo, i vincitori delle sezioni Rock e Altre tendenze il 26 marzo.