Sotterranea secondo LA SPOSA CADAVERE
rositaspinozzi@tin.it



SOTTERRANEA 2006

SECONDA SERATA TRA EMOZIONI GOTICHE, ORIGINALITA' E ADRENALINA ALLO STATO PURO

Domenica 12 marzo - Wave of Sound (San Benedetto del Tronto - AP)

Popolo Sotterraneo,
La Sposa Cadavere torna sempre sul luogo del delitto e quest'anno è il 'Wave of Sound' il posto in cui si consumano oscuri 'banchetti' domenicali all'insegna delle sette note. Pertanto eccomi qua, spettrale più che mai, a ricordarvi che la scorsa settimana vi ho salutato dicendo che mi sarei aspettata maggiori emozioni musicali in questa seconda serata e che non avrei voluto restarne delusa. Ebbene, miei lugubri amici, sono stata accontentata.

Le band in programma sono sette: 'Entwined' di Firenze, 'Hyssop' di Roma, 'Paraffin' di Matera, 'La Stanza' di Casalecchio di Reno (BO), 'Jardel' di Sant'Elpidio a Mare, 'Lotus' di San Benedetto del Tronto, 'Lykaion' di Roma. Questi ultimi non riescono ad arrivare al 'Wave of Sound' perché il camper su cui viaggiano ha un guasto. Avvisano e si scusano. Educati. Ai 'Lykaion' il mio saluto, sperando di incrociarli 'ad maiora' in qualche oscuro sentiero musicale.

I primi a salire sul palco sono i fiorentini 'Entwined'.

E qui è proprio il caso di dire che 'chi ben comincia è a metà dell'opera', perché la band è meritevole e propone un rock molto aggressivo, vicino alle sonorità gothic metal con numerosi spunti progressive che strizzano l'occhio - pardon l'orecchio! - alle sonorità di gruppi come Dream Theater e Queensr˙che. Con due dark lady di tutto rispetto che rispondono ai nomi delle vocalist Barbara Ricci e Serena Bettarini, di nero vestite e con un approccio scenico che ricorda vagamente gli Evanescence. E sottolineo vagamente, perché Barbara e Serena hanno un carisma del tutto personale che raggiunge il culmine nell'ultimo brano, momento in cui il gruppo dà il meglio di sé proferendosi in un crescendo di note che sfiora il metal. Il look? La Sposa Cadavere esulta per il trucco sulfureo con tanto di rossetto blu della vocalist bruna, per il connubio spolverino nero-pantaloni di pelle della vocalist bionda. Ma anche per la bandana del tastierista Marco Lastri e i 'capelli al vento' del batterista Simone Bagnolesi, come pure per la presenza scenica dei chitarristi Lorenzo Corsani e Fabiano Vezzosi, il basso Mario Guidi. Testi di notevole impatto. La band propone due brani in inglese 'The moment before' ('L'attimo prima'), 'Engraving on the wall' ('In prigione') ed uno in italiano 'Cosmogonia'. La Sposa Cadavere danza sui versi "freddo metallo mi attanaglia i polsi/ anelli di catene lunghissime/come la memoria/non ne distinguo la fine/La mia spada è spezzata, ma non il mio orgoglio" tratti da 'In prigione' e sulle parole "nascosto da ali di nubi, ancelle della creatrice/sgorga la sacra linfa dell'unica e sola fattrice" ('Cosmogonia').

Cambio di scena: autoral-rock, schegge noise e trame psichedeliche. Salgono sul palco del 'Wave' i romani Hyssop composti da Davide De Santis (basso), Emiliano Duroni (voce, chitarra), Michele Roselli (chitarra), Claudio Diodati (batteria).

Molto più melodici rispetto al primo gruppo in gara, i ragazzi suonano in maniera pulita e la tirata finale del secondo pezzo è notevole. Il vocalist ha rimembranze modello Stipe ma con qualche 'mossetta' in più, compreso il lancio finale del plettro verso improbabili groupies. Carina la t-shirt che fa capolino sotto la felpa grigia indossata con nonchalance: fa simpatia il tipo stampato sopra con tanto di orecchie e colorito verdastro di Shrek. Tra il pubblico c'è qualche 'cadaverina' che fa commenti sull'avvenenza del bassista, ma La Sposa Cadavere non si distrae e bada alle sonorità della band. E ai testi: 'Grattacieli', 'Io, l'ippopotamo', 'Il tuo nome', 'La vita è liscia', 'Gioia pura'. Essenziali ma incisivi. Da sottolineare "sono stanco di perdere sempre qualcosa/sono stanco dei fiori nel deserto/sono stanco di sorrisi di lacrime/sono stanco di vittorie amare" ('Gioia pura'), ma anche "tutto ciò che è sotto un grattacielo perde spazio ed imponenza, e dovrei sentirmi più sicuro in mezzo a quel cemento/ma guardare dall'alto non serve" ('Grattacieli').

I 'Paraffin' di Matera sanno decisamente come si affronta un palco e lo dimostrano nel senso più ampio del termine.

Con una spiccata dose di abilità tecnica, buona musica rock con alcune contaminazioni progressive, ma anche spettacolo. Capitanati dall'esile vocalist Chiara Epifania, la cui voce ha rimembranze chiaramente 'carmenconsoliane', la band è composta da Claudio Bruno (chitarra), Rocco Mauro (basso), Giulio Bruno (batteria). Punto di forza dei 'Paraffin' è il carisma della punkeggiante front-girl che, abbigliata con tanto di sexy look dark che lascia spazio ad ammiccanti trasparenze e anfibi da cui fanno capolino gambaletti rossi, si muove sinuosa e ammiccante tra i suoi musicisti che, 'confusi e felici', ne subiscono le movenze feline sulle note di testi come 'Fuori da me', 'Senza parole', 'Dolce evasione', 'EroticaMENTE'. Nulla di scontato durante la performance, ma tanta originalità. A partire dall'ombrello che compare in scena mentre parte l'intro di 'Dolce evasione' con tuoni e scrosci di pioggia, per poi passare alla vocalist che prima sigilla con un nastro adesivo la bocca dei suoi musicisti sulle note del brano 'Senza parole', per poi accarezzarli con velata sensualità mentre canta 'EroticaMente'. Si congedano con un guizzo di bizzarria : a conclusione dell'ultimo pezzo Chiara si mescola tra il pubblico e applaude la sua band, che a sua volta applaude lei. Bravi. La band resterà nella memoria 'sotterranea' de La Sposa Cadavere.

É adrenalina allo stato puro quella che i giovanissimi componenti de 'La Stanza' di Casalecchio di Reno (BO) hanno portato alla XIV edizione di Sotterranea.



Un trio energico formato da Giorgio Cresci (voce e chitarra elettrica), Fabio Vito (basso elettrico), Michele Piazzi (batteria), con una proposta musicale che si basa su un saldo impianto rock in cui risultano evidenti le influenze di grunge, rock alternativo, psichedelico e della scena underground italiana. Attaccano subito alla grande con 'Psiche', e qui nell'impeto della performance dello scatenato batterista crolla il manifesto gigante di Sotterranea. Immediato lo scatto felino del mitico 'art director sotterraneo' Franco Cameli che, con agile balzo, rimette subito l'amato feticcio al suo posto. Anzi, di più. Compie il miracolo, perchè da un solo manifesto gigante, illumina il palco del 'Wave' con due di più piccole dimensioni. Tutto accade mentre la band suona imperterrita e pesta duro sugli strumenti, proponendo 'Lacrime di lava' e 'Anima in piena'. Hanno energia da vendere, gli piace suonare e si vede, trasmettono la loro voglia sconfinata di comunicare attraverso le sette note. Hanno lo spirito giusto, calamitano attenzione e sono anche piuttosto composti nello stile. La Sposa Cadavere esulta per la performance intensa del vocalist e applaude alla vista del biondissimo batterista che, non appena prende possesso dello strumento, si trasforma in un'autentica 'macchina da guerra musicale'. Nota di merito anche al bassista che non è da meno all'impeto dei suoi compagni. Testi criptici. Da sottolineare "non credo di poter chiedere di più, permetteremo il nostro parto ermetico/sbaglierò sfogando il desiderio/controllo del mio languore/ e la musica ti entra in psiche" e "le voci che ho dentro spaccano il silenzio".

I 'Jardel' di Sant'Elpidio a Mare sono il quinto gruppo ad esibirsi nel corso di una serata in cui il popolo di Sotterranea ha risposto numeroso all'appello.

Essenziale e composto, il trio non si perde in artifizi scenici ma punta dritto al messaggio musicale che arriva forte e chiaro dalla voce del cantante chitarrista Omar Alessandrini, supportato dal bassista Andrea Salvucci e dal batterista drum-machine Diego Alessandrini. Propongono un ibrido hard rock e punk, sospinto verso il grunge, con alcune inflessioni che riecheggiano i Bluvertigo e i Nirvana. Occhio ai testi: ermetici, contraddittori ma che ben si sposano con la partitura musicale. 'Presto è bene', 'Pois' ("so che vorrei poterti dire addio anche se tu non ci sei mai/guarisci in fretta e non curarti più"), 'Per Yves' ("ti vedo in ogni istante troppo costantemente/non sono più presente/in ogni frase che dirai"), 'Distrazioni motorie' ("invento scuse per non diventare l'ultimo schiavo delle tue illusioni, forse mi piace sorprenderti sempre così"). Infine, miei lugubri amici, permettetemi una piccola nota: Omar abita in via Valle della Morte, un indirizzo che è perfettamente nelle corde de La Sposa Cadavere. Che, dal canto suo, non può fare a meno di esultare e proclamarsi 'madrina' dei 'Jardel'.

Dulcis in fundo, il progressive stile anni Settanta dei 'Lotus' di San Benedetto del Tronto, band nostrana che vanta numerosi fans e ha all'attivo un cd con sette canzoni inedite.

I 'magnifici quattro' sono Rossano Capriotti (voce e tastiere), Luca De Falco (chitarra e voce), Simone Biancucci (batteria), Davor Milito (basso e voce). Energici e di notevole impatto, a tratti un po' confusionari, ma incisivi nel loro grido rock che sfocia più volte in vocalizzi e sonorità metal che trasmettono la giusta scarica emotiva al pubblico. Nota positiva anche per folte criniere, look fantasioso e singolarità dei componenti. A partire dal biondo e riccioluto Luca (in assoluto la migliore capigliatura della serata) con tanto di guanto a rete, tatuaggio in vista, ascella depilata e jeans strategicamente strappati sul ginocchio, e non solo. Perfettamente in linea Rossano e Simone, ma La Sposa Cadavere esulta per il carisma del bassista Davor: non è mai fuori tono ed è quello che si nota di più senza essere eccessivamente vistoso. Dieci e lode per il 'ricamo kajal' stile orientale che contorna il suo occhio destro. Ma passiamo ai testi. La band canta in inglese, interagisce con il pubblico e attacca con 'Dreamgothika' dedicata alla libertà persa, desiderata e sognata ("sogni di libertà chiusi nel muro/fai un sogno sanguinoso/succhiando la tua vita ormai andata"). Seguono 'Lost in the wind' per chi è solito perdersi nel vento, e 'Fall in time' ("da qualche parte precipiterò/trovami questa sera perchè io ho già trovato/dormi per sempre nel suono della notte più buia/tra ombre e luci").

Ed è proprio tra ombre e luci che La Sposa Cadavere si congeda e vi aspetta domenica prossima (19 marzo) nel buio antro del 'Wave of Sound' per la terza serata di Sotterranea. Proibito mancare. Nel frattempo godete del mio bacio mortale.


Sotterranea people

     
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