SECONDA SERATA TRA EMOZIONI GOTICHE,
ORIGINALITA' E ADRENALINA ALLO STATO PURO
Domenica 12 marzo - Wave of Sound (San Benedetto del Tronto
- AP)
Popolo Sotterraneo,
La Sposa Cadavere torna sempre sul luogo del delitto e quest'anno
è il 'Wave of Sound' il posto in cui si consumano oscuri 'banchetti'
domenicali all'insegna delle sette note. Pertanto eccomi qua,
spettrale più che mai, a ricordarvi che la scorsa settimana
vi ho salutato dicendo che mi sarei aspettata maggiori emozioni
musicali in questa seconda serata e che non avrei voluto restarne
delusa. Ebbene, miei lugubri amici, sono stata accontentata.
Le band in programma sono sette: 'Entwined'
di Firenze, 'Hyssop' di Roma, 'Paraffin' di Matera, 'La Stanza'
di Casalecchio di Reno (BO), 'Jardel' di Sant'Elpidio a Mare,
'Lotus' di San Benedetto del Tronto, 'Lykaion' di Roma. Questi
ultimi non riescono ad arrivare al 'Wave of Sound' perché
il camper su cui viaggiano ha un guasto. Avvisano e si scusano.
Educati. Ai 'Lykaion' il mio saluto, sperando di incrociarli
'ad maiora' in qualche oscuro sentiero musicale.
I primi a salire sul palco sono i fiorentini
'Entwined'.
E qui è proprio il caso di dire che 'chi
ben comincia è a metà dell'opera', perché la band è meritevole
e propone un rock molto aggressivo, vicino alle sonorità gothic
metal con numerosi spunti progressive che strizzano l'occhio
- pardon l'orecchio! - alle sonorità di gruppi come Dream
Theater e Queensr˙che. Con due dark lady di tutto rispetto
che rispondono ai nomi delle vocalist Barbara Ricci e Serena
Bettarini, di nero vestite e con un approccio scenico che
ricorda vagamente gli Evanescence. E sottolineo vagamente,
perché Barbara e Serena hanno un carisma del tutto personale
che raggiunge il culmine nell'ultimo brano, momento in cui
il gruppo dà il meglio di sé proferendosi in un crescendo
di note che sfiora il metal. Il look? La Sposa Cadavere esulta
per il trucco sulfureo con tanto di rossetto blu della vocalist
bruna, per il connubio spolverino nero-pantaloni di pelle
della vocalist bionda. Ma anche per la bandana del tastierista
Marco Lastri e i 'capelli al vento' del batterista Simone
Bagnolesi, come pure per la presenza scenica dei chitarristi
Lorenzo Corsani e Fabiano Vezzosi, il basso Mario Guidi. Testi
di notevole impatto. La band propone due brani in inglese
'The moment before' ('L'attimo prima'), 'Engraving on the
wall' ('In prigione') ed uno in italiano 'Cosmogonia'. La
Sposa Cadavere danza sui versi "freddo metallo mi attanaglia
i polsi/ anelli di catene lunghissime/come la memoria/non
ne distinguo la fine/La mia spada è spezzata, ma non il mio
orgoglio" tratti da 'In prigione' e sulle parole "nascosto
da ali di nubi, ancelle della creatrice/sgorga la sacra linfa
dell'unica e sola fattrice" ('Cosmogonia').
Cambio di scena: autoral-rock, schegge noise
e trame psichedeliche. Salgono sul palco del 'Wave' i romani
Hyssop composti da Davide De Santis (basso), Emiliano Duroni
(voce, chitarra), Michele Roselli (chitarra), Claudio Diodati
(batteria).
Molto più melodici rispetto al primo gruppo
in gara, i ragazzi suonano in maniera pulita e la tirata finale
del secondo pezzo è notevole. Il vocalist ha rimembranze modello
Stipe ma con qualche 'mossetta' in più, compreso il lancio
finale del plettro verso improbabili groupies. Carina la t-shirt
che fa capolino sotto la felpa grigia indossata con nonchalance:
fa simpatia il tipo stampato sopra con tanto di orecchie e
colorito verdastro di Shrek. Tra il pubblico c'è qualche 'cadaverina'
che fa commenti sull'avvenenza del bassista, ma La Sposa Cadavere
non si distrae e bada alle sonorità della band. E ai testi:
'Grattacieli', 'Io, l'ippopotamo', 'Il tuo nome', 'La vita
è liscia', 'Gioia pura'. Essenziali ma incisivi. Da sottolineare
"sono stanco di perdere sempre qualcosa/sono stanco dei fiori
nel deserto/sono stanco di sorrisi di lacrime/sono stanco
di vittorie amare" ('Gioia pura'), ma anche "tutto ciò che
è sotto un grattacielo perde spazio ed imponenza, e dovrei
sentirmi più sicuro in mezzo a quel cemento/ma guardare dall'alto
non serve" ('Grattacieli').
I 'Paraffin' di Matera sanno decisamente
come si affronta un palco e lo dimostrano nel senso più ampio
del termine.
Con una spiccata dose di abilità tecnica,
buona musica rock con alcune contaminazioni progressive, ma
anche spettacolo. Capitanati dall'esile vocalist Chiara Epifania,
la cui voce ha rimembranze chiaramente 'carmenconsoliane',
la band è composta da Claudio Bruno (chitarra), Rocco Mauro
(basso), Giulio Bruno (batteria). Punto di forza dei 'Paraffin'
è il carisma della punkeggiante front-girl che, abbigliata
con tanto di sexy look dark che lascia spazio ad ammiccanti
trasparenze e anfibi da cui fanno capolino gambaletti rossi,
si muove sinuosa e ammiccante tra i suoi musicisti che, 'confusi
e felici', ne subiscono le movenze feline sulle note di testi
come 'Fuori da me', 'Senza parole', 'Dolce evasione', 'EroticaMENTE'.
Nulla di scontato durante la performance, ma tanta originalità.
A partire dall'ombrello che compare in scena mentre parte
l'intro di 'Dolce evasione' con tuoni e scrosci di pioggia,
per poi passare alla vocalist che prima sigilla con un nastro
adesivo la bocca dei suoi musicisti sulle note del brano 'Senza
parole', per poi accarezzarli con velata sensualità mentre
canta 'EroticaMente'. Si congedano con un guizzo di bizzarria
: a conclusione dell'ultimo pezzo Chiara si mescola tra il
pubblico e applaude la sua band, che a sua volta applaude
lei. Bravi. La band resterà nella memoria 'sotterranea' de
La Sposa Cadavere.
É adrenalina allo stato puro quella che
i giovanissimi componenti de 'La Stanza' di Casalecchio di
Reno (BO) hanno portato alla XIV edizione di Sotterranea.
Un trio energico formato da Giorgio Cresci (voce e chitarra
elettrica), Fabio Vito (basso elettrico), Michele Piazzi (batteria),
con una proposta musicale che si basa su un saldo impianto
rock in cui risultano evidenti le influenze di grunge, rock
alternativo, psichedelico e della scena underground italiana.
Attaccano subito alla grande con 'Psiche', e qui nell'impeto
della performance dello scatenato batterista crolla il manifesto
gigante di Sotterranea. Immediato lo scatto felino del mitico
'art director sotterraneo' Franco Cameli che, con agile balzo,
rimette subito l'amato feticcio al suo posto. Anzi, di più.
Compie il miracolo, perchè da un solo manifesto gigante, illumina
il palco del 'Wave' con due di più piccole dimensioni. Tutto
accade mentre la band suona imperterrita e pesta duro sugli
strumenti, proponendo 'Lacrime di lava' e 'Anima in piena'.
Hanno energia da vendere, gli piace suonare e si vede, trasmettono
la loro voglia sconfinata di comunicare attraverso le sette
note. Hanno lo spirito giusto, calamitano attenzione e sono
anche piuttosto composti nello stile. La Sposa Cadavere esulta
per la performance intensa del vocalist e applaude alla vista
del biondissimo batterista che, non appena prende possesso
dello strumento, si trasforma in un'autentica 'macchina da
guerra musicale'. Nota di merito anche al bassista che non
è da meno all'impeto dei suoi compagni. Testi criptici. Da
sottolineare "non credo di poter chiedere di più, permetteremo
il nostro parto ermetico/sbaglierò sfogando il desiderio/controllo
del mio languore/ e la musica ti entra in psiche" e "le voci
che ho dentro spaccano il silenzio".
I 'Jardel' di Sant'Elpidio a Mare sono il
quinto gruppo ad esibirsi nel corso di una serata in cui il
popolo di Sotterranea ha risposto numeroso all'appello.
Essenziale e composto, il trio non si perde
in artifizi scenici ma punta dritto al messaggio musicale
che arriva forte e chiaro dalla voce del cantante chitarrista
Omar Alessandrini, supportato dal bassista Andrea Salvucci
e dal batterista drum-machine Diego Alessandrini. Propongono
un ibrido hard rock e punk, sospinto verso il grunge, con
alcune inflessioni che riecheggiano i Bluvertigo e i Nirvana.
Occhio ai testi: ermetici, contraddittori ma che ben si sposano
con la partitura musicale. 'Presto è bene', 'Pois' ("so che
vorrei poterti dire addio anche se tu non ci sei mai/guarisci
in fretta e non curarti più"), 'Per Yves' ("ti vedo in ogni
istante troppo costantemente/non sono più presente/in ogni
frase che dirai"), 'Distrazioni motorie' ("invento scuse per
non diventare l'ultimo schiavo delle tue illusioni, forse
mi piace sorprenderti sempre così"). Infine, miei lugubri
amici, permettetemi una piccola nota: Omar abita in via Valle
della Morte, un indirizzo che è perfettamente nelle corde
de La Sposa Cadavere. Che, dal canto suo, non può fare a meno
di esultare e proclamarsi 'madrina' dei 'Jardel'.
Dulcis in fundo, il progressive stile anni
Settanta dei 'Lotus' di San Benedetto del Tronto, band nostrana
che vanta numerosi fans e ha all'attivo un cd con sette canzoni
inedite.
I 'magnifici quattro' sono Rossano Capriotti
(voce e tastiere), Luca De Falco (chitarra e voce), Simone
Biancucci (batteria), Davor Milito (basso e voce). Energici
e di notevole impatto, a tratti un po' confusionari, ma incisivi
nel loro grido rock che sfocia più volte in vocalizzi e sonorità
metal che trasmettono la giusta scarica emotiva al pubblico.
Nota positiva anche per folte criniere, look fantasioso e
singolarità dei componenti. A partire dal biondo e riccioluto
Luca (in assoluto la migliore capigliatura della serata) con
tanto di guanto a rete, tatuaggio in vista, ascella depilata
e jeans strategicamente strappati sul ginocchio, e non solo.
Perfettamente in linea Rossano e Simone, ma La Sposa Cadavere
esulta per il carisma del bassista Davor: non è mai fuori
tono ed è quello che si nota di più senza essere eccessivamente
vistoso. Dieci e lode per il 'ricamo kajal' stile orientale
che contorna il suo occhio destro. Ma passiamo ai testi. La
band canta in inglese, interagisce con il pubblico e attacca
con 'Dreamgothika' dedicata alla libertà persa, desiderata
e sognata ("sogni di libertà chiusi nel muro/fai un sogno
sanguinoso/succhiando la tua vita ormai andata"). Seguono
'Lost in the wind' per chi è solito perdersi nel vento, e
'Fall in time' ("da qualche parte precipiterò/trovami questa
sera perchè io ho già trovato/dormi per sempre nel suono della
notte più buia/tra ombre e luci").
Ed è proprio tra ombre e luci
che La Sposa Cadavere si congeda e vi aspetta domenica prossima
(19 marzo) nel buio antro del 'Wave of Sound' per la terza
serata di Sotterranea. Proibito mancare. Nel frattempo godete
del mio bacio mortale.