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"PUNTO DI VISTA" di Goo ( http://www.pioweb.it/pen.htm )

Sotterranea 2007 - Finale Live- Sabato 31/03/2007

Sempre al Titty Twister di San Benedetto del Tronto. Sempre Sotterranea 2007. Sempre Goo ReCensore che vi spetascia qualche riga sulla serata.

The Shadow Line di Roma
Performance nettamente migliore rispetto all'esibizione della prima semifinale. Chissà se la bassista ha letto, in una delle precedenti recensioni (ad esempio quella dei Carving) che ho una passione per i bassi Rickenbacker visto che alla prima semifinale si era presentata con un Fender mentre stasera si esibisce con un basso Rickenbacker. Il terzo brano (quello prima di God save my soul, per chi era presente alla serata) è un singolone; a mio parare molto convincente, bello. Stasera si presentano con quattro look differenti come probabilmente le quattro anime che caratterizzano la band, che riesce a sprigionale un'unica veste sonora. Coinvolti e coinvolgenti aprono più che degnamente la serata finale di Sotterranea 2007 (se volete sapere altro andate a leggere la recensione del 10 febbraio 2007, prima semifinale).

Darkene di Padova
Performance ancor più accattivante e dirompente della precedente. I richiami al nu-metal ci sono, così come sono presenti incursioni crossover, stasera però l'atmosfera si fa più tenebrosa e su un brano noto un richiamo ai System Of A Down (cosa che non mi dispiace affatto). Tuttavia non perdono di personalità. "Find a cure" è una figata, "Bdz (Benzodiazepina)" è un bel pezzo. Potenti ed intensi. Il cantante oggi è veramente bravo anche nelle parti sussurrate. Ancora una volta i due quarti della band suona a petto nudo ed il cantante migliora nettamente nel look. Sentendoli mi viene "quasi" voglia di un duetto canoro per un misto di intensità e violenza (se volete sapere altro andate a leggere la recensione del 24 marzo 2007, quarta semifinale).

The Carving di Bari
Esibizione impeccabile, assolutamente senza minima sbavatura, così si ripresentano i The Carving. Come sempre noto l'utilizzo dei Rickenbacker. Dal funky all'hard rock passando per infiniti sottogeneri e derivazioni, specie al basso, è sempre cosa degna di lode. A prescindere dallo marca dello strumento il bassista è sopra a tutti, in particolar modo per l'intensità dell'esibizione. Si presentano come da copione con un look curato ed ordinato. "Hidden love" è il pezzo migliore (se volete sapere altro andate a leggere la recensione del 17 marzo 2007, terza semifinale).

Lop-Sided di Venezia
Il sound è più organico che nella semifinale. La tastiera, la tromba, la voce, fanno la differenza. Stasera si distingue ancor di più la personalità, l'originalità dello stile e del suono. Mix che alla lunga risulta un po' auto referenziale. Auto referenza che viene interrotta dall'ultimo brano che possiede una maggior spinta ed un ritmo più calzante. Quattro sesti della band è disposta sulla seconda linea del palco vestita di nero (con strumenti neri anch'essi), il quinto (il bassista) è situato al centro vestito di bianco (con basso bianco indosso) ed a completare l'interezza, e quindi foggiare l'essenza della band, c'è la cantante che calca la prima linea del palco vestita di rosso. Già così l'effetto scenico/coreografico è notevole, in più, la sinuosità della cantante è: la ciliegina sulla torta; il cacio sui maccheroni; come pizza e fichi… scegliete voi! (se volete sapere altro andate a leggere la recensione del 17 marzo 2007, terza semifinale).

The Vox di Ancona
Danno il via alla loro performance con un brano dal gran tiro, il migliore da loro proposto. Il look questa volta è più variegato ma sempre attento a non essere scontato. Sul finire dell'esibizione viene proposto un frangente percussivo al cui termine si verifica uno sfogo di stampo "università americana"… avete presente quando gli ormai laureati lanciano in aria il tipico cappello squadrato con fronzolo pendente? Bene, i Vox alla fine dell'esibizione imprimono il loro passaggio con finale simile; al termine del brano lanciano in aria (verso il pubblico) le bacchette. Divertente ed inaspettato (se volete sapere altro andate a leggere la recensione del 24 marzo 2007, quarta semifinale).

buenRetiro di Pescara
Trio ciclico ed ipnotico con la propensione all'introspezione sonico-sonora. La complementarietà degli strumenti trova il punto di forza proprio nella ciclicità. Interessanti i suoni e lo stile esecutivo. Citano Charles Baudelaire "…sono stato lo schiaffo e la guancia…" anche in questa frase noto un "ciclo circolare" che si chiude su se stesso. Il terzo brano mi piace particolarmente e mi dà l'idea che potrebbe essere un'ottima colonna sonora per un thriller con scene di eros, magari estremo (faccio presente che questa idea non è venuta solo a me). Utilizzo degli effetti è notevole e le sonorità molto curate, il chitarrista in primis ma anche il bassista, portano l'ascoltatore in un viaggio tra rumori: dalla metropoli suburbana al cyber-spazio. Decisamente interessanti (se volete sapere non so che fare dato che ero assente giustificato alla serata del 17 febbraio 2007, seconda semifinale).

Veritas di San Benedetto del Tronto
Eseguono brani tra il punk e l'hardcore melodico in modo più convincente rispetto alla scorsa esibizione (evviva! non hanno alzato i volumi sul palco). Le voci sono più aggressive ed i cori sono più precisi (non alzare i volumi sul palco serve anche ad ascoltare meglio e quindi migliorare la performance). Stavolta riusciamo ad avere un ascolto più puntuale e la cosa va a vantaggio sia delle parti vocali che delle strumentali. Sul palco dimostrano voglia di suonare ed anche sicurezza nonostante cinque minuti prima di salire sul palco sembravano tutto fuorché tranquilli. Sedici anni di media e di certo "non soffrono lo stress" del confronto con band decisamente più adulte ed esperte. Bravi e con fascino (almeno così si evince dai commenti di alcune giovini donzelle). (Se volete sapere altro andate a leggere la recensione del 24 marzo 2007, quarta semifinale)

Robin Eats the Killer Whale di Spinetoli (AP)
Una gabbia per canarini vuota posta su di un televisore modello anni '70 in cui compare, tra le altre, l'immagine di un'ombra in mezzo primo piano che gesticola con le dita… un primissimo piano di un'ugola che si muove con contrazioni faringee ritmiche… e molto altro. Ora basterebbe tradurre le immagini in musica per comprendere lo stile del "Pettirosso che mangia l'orca". Le capacità tecniche non eccellono ma quelle interpretative si. L' atmosfera creata dalla tastiera è notevole. Lo stile del chitarrista solista lo definirei "emotivo". Convincenti gli arrangiamenti tra il noise e la psichedelia. Interessante l'esibizione del cantante-chitarrista. Sul finire della loro esibizione uno spettatore danzatore si coinvolge a tal punto da improvvisare un coreografia stile Morrison/Sciamano dei Doors. Il balletto risulta quantomai azzeccato anche se, nel troppo coinvolgimento, il danzatore in questione urta contro la telecamera di un collaboratore di Sotterranea ed esegue una perfetta dicotomia (se volete sapere non so che fare dato che ero assente giustificato alla serata del 17 febbraio 2007, seconda semifinale)

Verdetto Ufficiale Sotterranea 2007:
1° classificato: The Carving, di Bari
Premio Originalità: Lop-Sided, di Venezia
Premio per il Testo con un Valore Letterario: The Shadow Line di Roma
Premio Wave: buenRetiro, di Pescara
Premio Giocondi: Robin Eats the Killer Whale, di Spinetoli (AP)

Punto di Vista di Goo per Sotterranea 2007
Divido in fasce:
Fascia A (i migliori a pari merito. Elenco in ordine alfabetico ): buenRetiro, Darkene, The Carving e The Shadow Line …forse con una leggerissima preferenza per la performance dei Darkene;
Fascia B (tutti al secondo posto. Elenco in ordine alfabetico): Lop-Sided, Robin Eats The Killer Whale, The Vox e Veritas;
Fascia C: nessuno, impossibile dare insufficienze alle band che si sono esibite in questa finale. Se non la pensate così state sbagliando!
Premio Originalità: Lop-Sided.
Premio per il Testo con un Valore Letterario (ordine alfabetico): buenRetiro ex aequo con Robin Eats the Killer Whale.
Premio Wave: The Shadow Line.
Premio Giocondi: non l'avrei assegnato (o forse l'avrei dato alla band più giovane visto che fare musica ha un costo notevole).
Premio Look (premio non presente in questa edizione): Chiara Epifania dei Paraffin (non ero presente alla serata causa influenza ma ho visto le foto).
Premio Mi devasto sul palco e sbriciolo il pubblico (premio non presente in questa edizione): La Stanza (visti alla semifinale del 17 marzo).
Premio Recensione (premio non presente in questa edizione): Goo per la recensione de La Stanza e dei Darkene.
Premio Goo (premio non presente in questa edizione): Gianluca (fonico) ed Andrea (assistente fonico) per l'ottima riuscita sonora della finale.

Bene sono soddisfatto ma soprattutto rinco… visto che il bello e bravo direttore artistico ci ha fatto tornare a dimora tardissimo, io ho aperto la porta di casa alle 06:00 del primo di aprile… e fortunatamente questa volta Sotterranea non ha fatto scherzi.
Ci saremo ancora nel 2008?...mi auguro proprio di si! Goo.

Ho una perplessità, credo che ad alcuni di voi il mio punto di vista non sia gradito.
Non disperate, ce ne saranno altre che vi appagheranno!

 

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Sotterranea 2007 - Quarta Semifinale Live al Titty Twisetr di San Benedetto del Tronto - Sabato 24/03/2007

Passano il turno Darkene, The Vox e Veritas

Sabato 31 marzo finalissima di Sotterranea 2007

La primavera è entrata da tre giorni ma il clima primaverile ci ha da poco abbandonato. Con un discreto irrigidimento climatico inizia al Titty Twister di San Benedetto del Tronto la quarta serata Sotterranea 2007 con la speranza che le bands sul palco ci facciano scaldare.

Gli ZTL (Ascoli Piceno) si sono ritirati.

1 _ Darkene (Padova)
Suonano un nu-metal con atmosfere cupe quasi tenebrose con frequenti richiami al crossover, distaccandosi sufficientemente dal "già sentito". Singolarmente dotati di buona tecnica che diventa un qualcosa in più per valorizzare l'ensamble. Arrangiamenti curati e caratteristici. Il chitarrista utilizza un suono penetrante che implementa il gonfio suono del basso con il quale erige un muro sonoro caratterizzato da riff di chitarra che si tessono bene con il lavoro del bassista che più che riff esegue vere e proprie partiture passando dal pizzicato allo slapping e dal tapping all'utilizzo di accordi. La batteria supporta equilibratamente i brani senza fronzoli virtuosistici anche per aumentare la spinta dei brani. La voce è impeccabile nell'esecuzione; buona l'interpretazione sia nelle atmosfere più cupe dalle melodie interessanti sia negli stralci brutali. Band potente con rilevante feeling e padronanza scenica. Non hanno l'aria dei novizi e chissà che a breve non li si riesca a vedere nei media invece che in rassegne (seppur importanti, come ritengo sia Sotterranea) in su e giù per l'italia. La band si presenta spiegando il significato del nome Darkene ma dato che non sono riuscito a captare le precise parole scriverò una sintesi di ciò che si reperisce sul web digitando quel nome. Il Darkene è un farmaco che ha come principio attivo il Flunitrazepam, una benzodiazepina, che agisce come ipnotico sul sistema nervoso centrale creando un fortissimo stato di incoscienza. Il nome è profetico, specie nello stato ipnotico, dato che cantante e bassista si esibiscono: il primo vestito di soli pantaloncini corti ed il secondo a petto nudo, con un clima non propriamente estivo… io stavo congelando, la mia invidia era alta.

2 _ The Lost (in a forest) (Roma)
Forti riferimenti ai Cure, brani ben arrangiati dove spicca la voce dal timbro caldo. Suoni avvolgenti e arrangiamenti curati dove l'originalità non emerge. Interessante il lavoro della tastiera e delle chitarre specie nel lato sonoro. Sezione ritmica valida. La band ha un discreto feeling con il palco ma probabilmente il fatto che io non impazzisca per i Cure non mi fa apprezzare a fondo questa band.

3 _ I Lunedinero (Forlì)
Rockpop di grinta, ben suonato e con brani orecchiabili che non sanno di già sentito. Tengono bene il palco e non solo a me il cantante ricorda Pau dei primissimi Negrita. Proprio il cantante sembra credere molto nel ruolo del frontman e primeggia sugli altri senza però eccedere nell'ammiccamento. Buone le parti vocali in particolar modo su "Io passo inosservato" e "Traiettoria". La sezione ritmica compita bene il proprio lavoro. Le chitarre si compensano dando vita a gran parte del sound. Sentirli per radio, anche a breve (in estate), non mi meraviglierebbe.

4 _ The Vox (Ancona)
Tra beat e rock, tra Beatles e Franz Ferdinand. Band prototipo della scena indipendente che purtroppo sempre più spesso vede la latitanza di gruppi come questo. Sono curati anche nel look e non può che essere un bene data l'attenzione al vestiario priva di leziosità. Molte le parti corali efficaci ed anche divertenti. Non sembra essere una band tecnicamente eccelsa ma una band che punta molto sulla coesione fra gli elementi, che favorisce uno spiccato feeling con il palco. Hanno verve da vendere e danno l'idea di divertirsi, si può chiedere di più? Non so, a me basta così. Bravi.

5 _ Le Gengive di Ratzinger (San Benedetto del Tronto - AP)
Band di giovini dove spicca un frontman che giovine lo fu, tuttavia sembra l'elemento con maggior voglia di mettersi in gioco conquistando nettamente la scena. La band è compatta ed ha idee sul fuoco. Non sempre la realizzazione delle citate idee è convincente. "Già problema" è il brano che mi piaciuto di più, un brano ironico, divertente e ben arrangiato del cui testo riporto alcuni stralci "Non portarmi a Londra no, Non mi ci portare / Non portarmi in Patagonia, Non ci voglio andare / Dispiaciuto non potere, Arrivar cosi lontano, Simular contatto umano, Gia problema in italiano / Stare solo come un cano, Gia problema in italiano". Il alcuni casi, come quello del campionatore, il suono è da curare maggiormente (abbiamo rischiato la sordità). Gli Innesti di tromba e sax risultano incisivi e convincenti. Esibizione un po' stralunata che nel caso non fosse piaciuta può trovar consolazione ne "Il rombo con le patate" brano divertito interpretato bene dal cantante catalizzatore, anche in questo caso riporto uno stralcio del testo "Ho visto la terra, Ripresa dalla luna, E luna, In cerca di fortuna, Ma niente è uguale / Tutto può far male, Tutto può far bene, Tutto può fare / Ma il rombo con le patate, Il rombo con le patate / …". Particolare nota di merito al chitarrista tastierista che ha saputo interpretare la performance quasi al pari del frontman, e non era cosa facile.

6 _ Veritas (San Benedetto del Tronto - AP)
"Soffro lo stress… sono stanco e fuori forma… Suono in una boyband… Mi manca il senso del pudore… Suono in una boyband… Ci deve essere un errore" questi sono stralci di "boyband" singolo datato 2001 dell'allora boyband romana Velvet: Bene, i Veritas, pur essendo una boyband (media gruppo, 16 anni) si discostano di parecchio da quello stereotipo d'immagine e musicale... fortunatamente non si discostano dal versante "vendibilità del prodotto", in quanto, i cinque pezzi ascoltati non hanno nulla da invidiare a brani di gruppi ben più celebri. I quattro sambenedettesi calcano la linea di confine tra punk e hardcore melodico, con brani caratterizzati da melodie orecchiabili e arrangiamenti aggressivi sostenuti da una solida sezione ritmica in cui è evidente una forte intesa tra batteria e basso in particolare nella spinta data ai brani. Importante anche l'atteggiamento sonoro delle chitarre: la ritmica penetrante e graffiante, la solista più acida e con soli di chitarra di genere e mai in contrasto con le melodie della voce. Da notare le esecuzioni canore mai fuori tono (non sempre le punk-band dedicano attenzione all'esecuzione canora) eseguite dal chitarrista ritmico e dal batterista (cosa complicata data la velocità e l'impatto del genere), sia le parti corali alle quali si aggiunge anche il bassita. Tengono bene il palco o più precisamente, data la giovinezza, non si fanno condizionale dall'alto livello delle precedenti esibizioni mostrandosi disinvolti. Unico grosso appunto da fare alla band è il controllo dilettantistico dei volumi sul palco, il fonico potrebbe avere delle colpe ma se il canale della chitarra sul mixer è praticamente chiuso e la chitarra si continua a sentire più forte degli altri strumenti qualcuno sul palco fa gara "al rialzo". Il futuro musicale della San Benedetto del Tronto adolescente e nelle loro mani, riusciranno a portare lontano i sogni di palchi enormi e folle impazzite? Non lo so ma soprattutto, chi se ne frega?! …Dateci dentro finché ce n'è e divertitevi, "strafottendovene" oltremodo delle probabili invidie di provincia senza dimenticare quello che diceva Lino Banfi ai tempi d'oro "meglio la carne dell'osso e dacci dentro a più non posso".

Se tutte le serate di Sotterranea fossero così (o come la scorsa) sarebbe fantastico… Stasera mi sono venuti in mente i momenti migliori dei quindici anni del concorso. Chissà se il "bravo e bello" J direttore artistico Franco Cameli cederà a questo invito… organizziamo un gala celebrativo dei quindici anni della manifestazione richiamando le band più significative del percorso Sotterraneo fin qui giunto?

Vi comunico che in finale ci saranno: Darkene, The Vox e Veritas.
Ricapitolando, sabato 31 marzo 2007 vedremo sul palco del Titty Twister per Sotterranea2007: The Shadow Line di Roma, Buen Retiro di Pescara, Robin Eats the Killer Whale di Spinetoli (AP), The Carving di Bari, Lop-Sided di Venezia, Darkene di Padova, The Vox di Ancona, Veritas di San Benedetto del Tronto.
See you, Goo.

Ho una perplessità, credo che ad alcuni di voi il mio punto di vista non sia gradito.
Non disperate, ce ne saranno altre che vi appagheranno!

 

 

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Sotterranea 2007 -Terza semifinale live, sabato 17 marzo, Titty Twister

Passano alla finale del 31 marzo The Carving di Bari e Lop-Sided di Venezia


Un virus influenzale molesto mi ha tenuto lontano dalla seconda serata di Sotterranea 2007, per fortuna o sfortuna, sono tornato a scrivere la mia.
Sempre al Titty Twister di San Benedetto del Tronto si dà il via alla terza serata.

I Daydream (Venezia) si sono ritirati.

1 _ Psychopathic Romantics (Napoli).
Trattasi di rock con accenni jazz. Buone le atmosfere l'arrangiamento delle chitarre. Dinamiche efficaci. Tra batteria e basso si nota un certo feeling interrotto saltuariamente da alcune incursioni percussive troppo incisive. Voce non eccezionale ma molto adatta allo stile della band e dei primi due brani. Prima dell'ultimo brano il bassista ha spiegato il significato del nome Psychopathic Romantics relazionandola ad una tela dipinta per metà in modo romantico e per l'altra metà in modo psicopatico. La cosa buffa è che la metà da loro definita "romantica" per me è decisamente "psicopatica" e viceversa, ad ogni modo ho trovato l'intervento illustrativo lungo e noioso. Il terzo brano è quello che si avvicina maggiormente al nome della band ma è anche quello che mi convince meno. Da metà del terzo pezzo in poi il brano torna ad essere piacevole ed emozionante ma nel complesso non mi attrae. Efficace l'incursione del mandolino mentre non mi ha convinto l'utilizzo del flauto dolce, anche perché suonato in modo non efficace.

2 _ The Carving (Bari).
Su questa band c'è molto poco da dire. Band compatta con un gran feeling ed un buon sound, tengono il palco con spigliata partecipazione anche nei momenti in cui sono fermi. Il bassista da un gran supporto all'emozionalità sia sonora che visiva (particolare nota di merito per l'utilizzo del Rickenbacker). Chitarre ottimamente incastrate. Basso e batteria con ottimo tiro. La voce mi fa vanire in mente David Gahan dei Depeche Mode ed è un elemento che completa il sound della band. Rock ben suonato ed organizzato: ascoltabile, ballabile, godibile, in una parola: acquistabile, sia su cd che su dvd. Chissà se le case discografiche sono ancora disposte ad investire soldi sulle bands, per giunta valide?

3 _ Lop-Sided (Venezia)
Che botta (sonora)! Il suono è massiccio e sofisticato al contempo. Precisione di esecuzione. Suoni ed arrangiamenti validi con qualche spunto bizzarro, coadiuvati da un bel sound tra il dark ed il gotico, supportati da un'intensa spinta ritmica. La cantante dimostra intelligenza sia nell'uso della voce che nelle melodie adottate sia nel vestiario che nelle movenze studiate, perfettamente aderenti all'esile fisico. Bravi.

4 _ La Stanza (Bologna)
Ci sono delle band che vorrebbero suonare con 20.000 watt sparate al massimo anche se suonassero in 20 metri quadri, questo sembra essere il caso de "La Stanza". Li ricordavo dalla passata edizione di Sotterranea che tra l'altro li vide vincitori. Li aspettavo grintosi ed aggressivi quasi violenti, e così è stato. Il problema s'è creato prevalentemente a livello sonoro. I volumi troppo alti degli ampli sul palco hanno impedito una buona gestione del suono in sala. A molti piace tirar fuori dall'ampli ciò che l'ampli può dare ma data l'ampiezza del locale ed altre questioni di ordine tecnico, a volte conviene tenere basso il volume degli ampli e concordare con il fonico il tipo di suono che si desidera avere (anche se quest'ultima scelta va a discapito di un suono estremo o particolarmente ricercato). Questo è il neo che ha condizionato l'esibizione ma dato che ho avuto la possibilità di apprezzarli lo scorso anno devo dire che sono riuscito ad avvertire le stesse sensazioni.
Tiro giù due scemenze da fantamusica, che poi tanto scemenze non sono: Se Keith Moon (batterista, The Who) fosse nato nel 1986 probabilmente oggi suonerebbe come Michele Piazzi (batterista, La Stanza). Se Kurt Cobain (voce e chitarra, Nirvana) e Steve Albini (voce e chitarra in Big Black, Rapeman, Shellach) avessero cresciuto un pargolo, oggi ventunenne, il ragazzo sarebbe il frontman più infuriato della scena rock e nulla vieta di pensare che risponderebbe al nome di Giorgio (Nesci) (voce e chitarra, La Stanza). Se io dovessi avere una passione per i bassisti l'avrei per Jaco Pastorius o per Melissa Auf Der Maur (evidentemente per ragioni differenti, a buon intenditor…), ma se dovessi determinare un bassista grungettaro adatto ai due giovini musici già citati individuerei senza grossi indugi Fabio Vito (bassista, La Stanza). Scendo dal pianeta fantamusica per un'ultima considerazione: sembra che i tre abbiano l'esigenza di esprimersi e spero che possano sviscerare tutto il loro essere. La Stanza è una delle poche band che mi ha dato la sensazione di essere l'elemento in più, il quarto della band. Ho avuto modo di ascoltare le registrazioni della band e devo dire che in studio non sono efficaci come dal vivo dove riescono ad esplodere la loro forza. Iminami!

5 _ The Lotus (San Benedetto del Tronto - AP)
Nettamente migliorati rispetto all'esibizione della precedente edizione di Sotterranea, hanno iniziato a dare corpo ad uno stile che nell'occasione precedente era latitante. I riferimenti di genere spaziano tra prog'70, glam, pop e rock, e la performance è condita con tutta la gestualità/ritualità dei generi citati. Esibizione carica e convinta dal risultato piacente. Nella recensione della prima serata parlando del batterista dei Mar+' avevo puntato il dito sul suo "gigioneggiare" con le bacchette mentre suonava… come dovrei "apostrofare" una band (The Lotua), in particolar modo il suo chitarrista, che suona portandosi dietro la macchina del fumo, che spara scintille dal manico della chitarra per poi spaccarla a terra? Per non parlare della cura di movenze e look… beh, in questi casi, forse, non ci sono termini. Non so se si è capito ma a me non fanno impazzire queste cose, però non posso neanche dire che hanno fatto una brutta performance… mettiamola così: come ho già detto sono stati piacevoli e per qualcuno anche convincenti, per altri sono stati divertenti. Una band in via di miglioramento che credo riuscirà a trovare una strada man mano che personalizzerà sempre più lo stile musicale. Unico reale appunto da fare alla band è questo: potevano risparmiare al pubblico l'iniziale "proclamo belligerante" (contro questo o contro quello) in quanto l'esibizione si svolgeva all'interno di una rassegna e non di un proprio concerto.

6 _ Fairklang (San Benedetto del Tronto - AP)
Propongono un genere a me decisamente lontano: progressive rock alla Banco del Mutuo Soccorso. Le idee del genere ci sono e sono anche sviluppate. Tecnica ed amalgama della band sono da perfezionare. L'arrangiamento c'è ma nell'insieme il brano non emerge nella sua interezza anche per l'esecuzione canora non entusiasmante.

Bella serata questa terza serata di Sotterranea 2007 dove ho potuto ascoltare band interessanti, tra cui: La Stanza, Lop-Sided e The Carving. Finalmente stasera è uscita fuori la Personalità!

Vi comunico che in finale ci saranno: The Carving e Lop-Sided.
Bye, Goo.

Ho una perplessità, credo che ad alcuni di voi il mio punto di vista non sia gradito.
Non disperate, ce ne saranno altre che vi appagheranno!

"PUNTO DI VISTA"
di Goo ( http://www.pioweb.it/pen.htm )


Sotterranea 2007 - Prima semifinale Live - Sabato 10/02/2007

Gli Shadow Line vanno in finale

Ci siamo, Sotterranea approda al Titty Twister di San Benedetto del Tronto e con una buona dose di ottimismo inizia con cinquanta minuti di ritardo.

Primi ad esibirsi sono i Nitarao di Roma.
Il genere proposto è un misto di sfuriate crossover su base elettronica con accenni drum 'n' bass. Usano un computer per le parti ritmiche senza il supporto della batteria di cui si avverte la mancanza nelle parti più dure; anche l'intendimento della sezione ritmica avverte l'assenza di un supporto percussivo.
Interessante il lavoro della chitarra in particolare nella proposizione del primo riff dal sapore orientaleggiante. Il basso ha un suono gonfio che caratterizza il sound, la voce del cantante traccia dei solchi nelle orecchie, buoni gli interventi della seconda voce.
La band è dotata di feeling diesel; man mano che suona trova compattezza ed interagisce di più sul palco anche se credo che il genere proposto dava la possibilità di inghiottire gli spettatori in un solo boccone ed invece siamo stati appena annusati. C'è da chiedersi se la band soffra di inappetenza o se la platea era così inappetibile.

Da Bologna arrivano i MagicBabyet.
Il primo brano proposto è interessante presenta anche un cambio di ritmo ben congegnato, qualcuno dice "forse ardito ma ben congegnato". Dopo l'interesse catturato dal primo brano la band scende di livello, gli altri pezzi non catturano come il primo. Il batterista è del tipo "picchiaduro", tecnicamente non eccelso ma supporta un buon feeling con il basso. Le chitarre si intrecciano bene ma non hanno dinamiche particolari e sono poco graffianti. Spiccata nota positiva della band è la cantante dotata di personalità vocale e buona dinamica, degna di attenzione la sensibilità scenica dimostrata.

The Shadow Line è la terza band a salire sul palco, la seconda proveniente da Roma. E vanno in finale. Li rivedremo il 31 marzo.
Band vivace con un buon sound complessivo sorretto prevalentemente dalla chitarra che esegue riff azzeccati e con buona fatturazione. Basso grintoso e partecipe sia al sound che alla scena. Buon feeling tra basso e chitarra, meno tra basso e batteria per difetto del basso che non sempre segue gli stacchi della batteria. La batteria incalza ritmo e fa sì che i brani siano sempre tesi. Voce funzionale alle melodie che a loro volta si ascoltano ben cucite sui brani, nonostante fossero non proprio originali. Il cantante chitarrista esegue l'accompagnamento dei brani in modo un po' anonimo ma tutto sommato funzionale ai pezzi. Nel complessivo una band che non mi esalta ma può arrivare al traguardo grazie agli arrangiamenti, l'immediatezza dei brani e la presenza scenica sicuramente grintosa e partecipata.

Quarti sul palco i Leucò di Ancona.
Sette musicisti sul palco (batteria, basso, chitarra, tastiera, piano digitale, voce e coro) orpelli in eccedenza ma la sostanza (la canzone) pur essendo sufficiente non cattura. La band è tecnicamente preparata e ritmicamente ben organizzata ma piatta. La chitarra è stata penalizzata dal mixaggio ma nei pochi sprazzi di ascolto ha dimostrato cura degli arrangiamenti. Della tastiera e del piano digitale non sono riuscito a percepire gli arricchimenti. Voce molto buona e cori riusciti. Presenza scenica carente.
La band sembra essere inadeguata al contesto, probabilmente non è una band da "Sotterranea - festival del rock alternativo" quindi più che della band la responsabilità è dei selezionatori.

I CalibroNove di Comunanza sono i quinti sul palco.
Esplodono subito la loro aggressività, le chitarre sono efficaci, forniscono spinta e s'incastrano a dovere. Batteria e basso filano dritto senza far troppi complimenti. La voce è a tratti granitica ma con il passare del tempo diventa imprecisa e perde efficacia, non sembra esserci tecnica ma molto sforzo. L'atteggiamento del cantante migliora col passare dei minuti; inizia con atteggiamento Cockeriano e man mano diventa più disinvolto. Lo stile del gruppo è affiancabile ai Litfiba, anche per un certo modo di concludere le parole da parte del cantante, con dei momenti più vicini ai Marlene Kuntz. "Cazzo di musa" è il brano migliore, a me è piaciuto. Piccola nota di colore: il maglioncino senape del bassista è bocciatissimo.

Sesti ad esibirsi sono i Mar+' (leggi: Marpiù) di Teramo.
Band di buon livello trova nella batteria un punto di forza. Batterista tecnico che farcisce gli stacchi con passaggi un po' leziosi, ma ha la padronanza dello strumento. "Nota negativa" il gigioneggiare con le bacchette stile Tommy Lee anni'80. Il basso ha buone idee ma si incaponisce su alcuni riff e supporta poco la batteria. Le chitarre riempiono adeguatamente e non molto di più. La voce è dotata di estensione e discreta tecnica ma le melodie non coinvolgono e si standardizzano. Ci sono delle cose che a me piacciono poco come la scopiazzatura. Il basso si incaponisce come la chitarra ad emulare lo stile dei Rage Against The Machine.
Il cantante chitarrista sul finale inserisce acuti da rocker anni'70 ed infila un solo di chitarra di tipo dimostrativo. Acuto ed a solo sono anche ben riusciti, ma fuori dallo stile proposto fino a quel momento che era di chiara matrice crossover.

I Frank & the Family sono di San Benedetto del Tronto e sono la settima ed ultima band della serata.
Chitarre ben intrecciate quando utilizzano suoni clean. Il chitarrista "solista" quando distorce utilizza un suono non convincente e non tutte le note sembrano adeguate, nel finale si lascia andare in un solo apprezzabile ma evitabile.
Il cantante chitarrista è fornito di buone linee vocali ed una discreta intensità, buono il suono della chitarra ritmica che utilizza un overdrive che riempie e supporta la struttura dei brani. Batteria e basso compitano bene ed in modo lineare facendo si che i brani filino dritti ma non flosci. Nell'ultimo brano si inserisce un piano che ben si aggiunge agli arrangiamenti. Il sound complessivo è buono ed originale magari una maggior cura degli arrangiamenti li renderebbe più fruibili.

In questa prima serata ho trovato spunti di interesse: Frank & the Family, Magic Babyet, Calibronove. Facendo una media mi aspettavo qualcosa in più, la personalità. Vi comunico che in finale ci sarà The Shadow Line, forse, data la media di stasera se lo sono meritato.
Bye bye, Goo.

Ho una perplessità, credo che ad alcuni di voi il mio punto di vista non sia gradito.
Non disperate, ce ne saranno altre che vi appagheranno!