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UP
& DOWN - Le tre dimensioni di Goo (http://www.pioweb.it/pen.htm
)
Sotterranea 2006 - Quarta serata finale - Domenica 26/03/2006

(2) Arrangiamento [molto curato su tutti i brani si fregia di tanto
in tanto di originalità. Accattivante l'idea del maxi intro
parlato. Non capito nulla di quello che hanno detto ma è
stato di grande effetto].
(3) Tre/cinque [a voler essere pignoli devo dare il massimo plauso
alla sezione ritmica per il lavoro preciso e pieno di groove. La
chitarra, solitamente affogata nelle band affini al genere proposto,
è messa in discreta evidenza e compie un lavoro continuo
senza disdegnare il chitarrismo solistico utilizzato per compiere
gli stacchi. Bravi anche tastierista e cantante ma avendo aspettative
maggiori non sono rimasto molto colpito dai due membri della band].
&
DOWN
(1) La voce [non posso dire che il cantante non ci sappia fare,
anzi, si è dimostrato sicuramente sciolto e partecipe ma
il tipo di voce non m'ha convinto molto. Trovo la timbrica del cantante
un po' "dura", forse aiutarla con un effetto particolare
avrebbe aiutato a migliorare l'impatto].
(2) Originalità [come ho suggerito prima, l'originalità
è stata padrona di alcuni segmenti dei brani. Oggi non basta
usare l'elettronica per esser originali, a mio avviso bisogna dimostrare
si saper utilizzare la strumentazione anche al di fuori di contesti
già noti].
(3) Look [solitamente le band che propongo un mix di disco-dance-elettronica
sono esteticamente più amalgamate. Gli stereotipi non sono
esaltanti, ed in questo il quintetto de L'Aquila è originale,
ma propone un'originalità che non credo paghi molto. È
come aprire una scatola di caramelle di una determinata marca e
scoprire che all'interno ci sono le marche più disparate,
magari ugualmente buone ma che non ne aumentano il consumo].
Da Benevento arrivano i Làmia, seconda band
a salire sul palco

UP
(1) Voce [ad occhi chiusi è difficile capire se la voce appartenga
ad un uomo o ad una donna, senz'ombra di dubbio si resta colpiti
dal candore che riesce a sviluppare negli aspetti melodici del suo
lavoro. Scoprire che l'appartenenza vocale è appannaggio
di un maschietto diminuisce le mia aspettativa, ma aumenta di molto
la stima. Scoprire che poi la stessa melodiosa vocalità riesce
a trasformarsi, in "Eufonia del pianto", in striduli e
strazianti "urli" mi stupisce. Bravo e dotato di vocalità
molto personale].
(2) Chitarre [gli arrangiamenti danno senso di soavità che
viene bruscamente alternata a plettrate frenetiche. Ottima l'intensità
sonora].
(3) Performance [intensa e penetrante, non molto altro da aggiungere].
&
DOWN
(1) Synth orchestra [ho letto nella scheda tecnica che un membro
della band identificava la sua strumentazione con "synth orchestra",
ho visto un pc ed una tastiera ma non ho avvertito molto contributo.
Per me la band con quattro elementi andrebbe anche bene].
(2) Omogeneità [i brani sono sembrati molto, troppo omogenei
tra loro. In particolare dal punto di vista sonoro. Forse la strumentazione
in dotazione dal service audio non ha giocato a loro favore, però
si sa che ad un concorso ci si deve adattare anche a questo aspetto].
(3) Sezione ritmica [proprio a voler trovare qualcosa che non va
potrei dire che la sezione ritmica è sembrata un tantino
sottotono. Non molto partecipativa anche nella performance].
Da Napoli arrivano i Nembrot, terza band ad esibirsi

UP
(1) batteria [interessante lo stile del batterista e l'uso non canonico
di piatti e rullante].
(2) Cinquanta per cento [i Nembrot hanno eseguito due brani, uno
dei due "Memorie di un uomo che non sa di esistere" costruito
egregiamente varrebbe il plauso per l'intera esibizione. Coinvolgente,
intenso, intrigante e partecipato con chitarre taglienti e metalliche.
Bel lavoro].
(3) Il testo [il testo mi ha colpito, parlo di "Memorie di
un uomo che non sa di esistere".
Cito interamente il testo: "Abile/Abile/Consolabile/Adattabile/Amabile/Abile/Labile/Inviolabile/Amabile/Abile/Abile/Abile/Disabile/Disabie/Trascurabile/Velabile/Abile/Abile/Disabile/Disabile".
Lo so leggere "a secco" un testo non è il massimo
ma ritengo interessante il contenuto messo in relazione al titolo].
&
DOWN
(1) Voce [la voce del cantante chitarrista non annoverabile tra
le migliori voci che abbiamo ascoltato a Sotterranea, ma neanche
una di quelle che calza a pennello il genere. Meglio la performance
vocale del bassista].
(2) L'altro cinquanta per cento [come ho detto qualche riga sopra
i brani eseguiti sono stati due, in queste righe parlo del secondo.
Privo di mordente e con lo scarso coinvolgimento della band, ravvivato
da sporadici stacchi percussivi].
(3) Amalgama [la coesione strumentale non è sembrata ai massimi
livelli, di conseguenza il feeling è difficile da instaurare].
Dalla provincia di Pesaro-Urbino salgono sul palco
gli Onirica

UP
(1) Il chitarrista [suona bene, esegue partiture intelligenti ed
utilizza suoni incisivi].
(2) Arrangiamenti [molto curati ed in alcuni casi raffinati].
(3) Il pezzo ["##002#" è il brano migliore. Lento
con la chitarra che entra sotto pelle e naviga per il corpo. Un
brano dove ogni strumento è al suo posto ed il pubblico dovrebbe
avere gli accendini accesi e cantare a squarciagola. "Ora,
/ Lasciami dormire ancora / E non svegliarmi più
/
Ancora, / Ti giuro Io ci ho provato / Ma sai / Non è facile
/ Nei sogni / Di Mosaici Vivi
MA SAI, MA SAI
".
Ho i brividi a ripensarci, bel brano.]
&
DOWN
(1) Le voci [L'impatto vocale non cattura, né quella del
cantante né quando interviene la corista. Le atmosfere strumentali
coinvolgono ma le voci non avvolgono a sufficienza].
(2) Staticità [eccessiva immobilità dei quattro quinti
della band. Si salva il chitarrista].
(3) Vociare ["Voce" è il titolo di uno dei brani
presentati che riporta alla mente una certa "Voices" di
Russ Ballard. Nel caso in cui fosse voluto sarebbe stato meglio
annunciarlo o almeno dirlo alla giuria. Nel caso non fosse una sorta
di omaggio, beh la somiglianza è parecchia].
Quinti sul palco i Poa di Campobasso

UP
(1) La sveglia [salgono sul palco belli carichi e suonano la sveglia!
Ci si trova catturati dal sound crudo, dalla spinta e dallo stile
autentico con cui affrontano il panorama rock. La band emana energia
anche sul palco e sono].
(2) I musici [la sezione ritmica compatta è anche molto precisa
e offre una ottima base per la costruzione dei riff chitarristici.
Da notare lo stile essenziale del chitarrista che esegue intelligenti
e misurati "a solo". Per alcuni versi tornano in mente
i Movida di "Contro ogni tempo", specie in alcune progressioni
di accordi ed alcune strutture del cantato. Molto valide le interpretazioni
vocali del cantante che nell'ultimo brano attenua l'impatto della
band ed arrangia con buone idee utilizzando un Rodhes piano e un
Minimoog].
(3) Performance [non bastava essere tecnicamente preparati ed avere
un ottimo sound, ai Poa occorre anche fare una performance carismatica
coinvolgente]
&
DOWN
(1) La smorzata [va be' lo so, non posso pretendere che le band
si esibiscano organizzando il live come io preferisco
però
nell'ultimo, seppure valido, brano dei Poa c'è stato un cambiamento
un po' radicale: si è passati dal vitale a uno stile più,
troppo, tranquillo. Avrei preferito una performance tutta carica
di rock impetuoso].
(2) Look [non sono un che bada molto al look ma in questa edizione
di Sotterranea mi sono dato fare sotto questo profilo e devo dire
che anche voi potevate fare qualcosa in più. I dreadlock
salvano il primo impatto ma per attutire il secondo consiglierei
di non usare t-shirt blu su jeans chiari quando gli altri vestono
scuro o addirittura di nero. Si può fare non richiede un
grande impegno].
(3) Il pelo nell'uovo [francamente non so se si possono trovare
altri down nella performance in questione oltre ai quasi futili
down che ho elencato. La band è valida e se non v'è
piaciuta è un problema vostro non di certo mio né
tanto meno dei Poa].
Giocano in casa gli Startrash di San Benedetto del
Tronto

UP
(1) Performance [sicuramente la performance più divertente
di Sotterranea 2006. I tre "sacerdoti" dell' HardCore
melodico sberleffano giuria e pubblico mettendosi in gioco e sbeffeggiandosi
in prima persona. Per non parlare dei testi, che risultano quanto
di più irriverente abbia presentato questa edizione].
(2) La band [saltando e cazzeggiando la precisione e la tecnica
viene meno, ma la prestazione è comunque positiva. Da notare
il rapporto carnale tra il batterista e la batteria, se si fosse
eseguito un brano in più sono certo che tra i due sarebbe
scattato il pogo. Buona la performance percussiva, decisamente carica].
(3) I brani [gli Startrash hanno eseguito un cd intero. Molti brani,
corti, ma comunque molti. Non tutti li hanno graditi ma a me la
scelta fatta è piaciuta. Sicuramente la maggior parte dei
brani ha un'impostazione orecchiabile e la possibilità di
essere fischiettati. I testi sono tra il dissacrante ed il volgare.
I titoli tradotti in italiano sono "Non credo nel miracolo
di San Gennaro", "Solo adesso", la poco ortodossa
"Il viale dei culi infranti", la sofisticata "Scoreggiare
orgogliosamente", e la irreale "Pieno d'amore (non è
una canzone sulla masturbazione)" di cui cito "Sono pieno
d'amore / sono pronto per dare il mio amore a tutte le donne del
mondo / pieno d'amore, non è una canzone sulla masturbazione
/ pieno d'amore, è la canzone d'amore / penso che sia errato
sprecare e gettare via questo amore", per poi giungere alla
colta "Se fossi foco" poesia di Cecco Angiolieri].
&
DOWN
(1) Un po' più su o un po' più giù [che dire
della performance vocale?...che la nota sta lì ma sia il
cantato che i cori vanno o un po' più su o un po' più
giù
Giocano in casa gli Startrash e non voglio essere
io a crocifiggerli anche perché crocifiggere solini talari
non è proprio bene, bene, bene
ma non riesco proprio
a soprassedere perché "i tre marmittoni" avevano
pezzi orecchiabili ed eseguirli bene o comunque meglio li avrebbe
portati sicuramente ad avere un impatto più assimilabile
per un più vasto pubblico. D'altronde arrivare a più
persone vi interessa, fate HC-Melody, se non avevate interesse ad
ingraziarvi molto pubblico avreste fatto punk o meglio ancora HardCore!].
(2) Il sacerdozio [conosco ciò che fate e da quale percorso
arrivate ed il voler rimuginare sugli aspetti religiosi vi accomuna
troppo alla band di provenienza di alcuni di voi. Il consiglio che
sento di poter dare è in realtà un'analisi: visto
che siete dotati di personalità ed avete mezzi per non esser
cloni di altri evitate, almeno per i primi tempi, di avere argomenti
in comune con band che vi vedono presenti in progetti paralleli].
(3) La coerenza [il chitarrista ha dedicato una canzone d'amore
al nostro Art Director, il sempre dark Franco Cameli. Alla fine
della canzone acclamazione per il bacio. Ed io mi aspettavo che
il dedicante scendesse dal palco e si fondasse sul Cameli, costringendolo
almeno a fuggire via. Invece no finge si baciare il bassista che
all'ultimo lo respinge e lo indirizza verso il settore "produzione
fertilizzanti"].
Hanno fatto parecchia strada per essere dei nostri,
i NoFearForFire arrivano da Milano

UP
(1) Giovini [sono la band più giovane che abbia partecipato
a Sotterranea. Credo abbiano dai quattordici ai sedici anni. Per
l'età che hanno suonano tecnicamente bene. Non si sentono
"scappellamenti" eccessivi, anzi, quei pochi che ci sono
si possono perdonare non solo per la giovane età ma anche
perché sono l'ultima band ad esibirsi e l'ora è parecchio
tarda. Tra l'altro la notte scorsa è entrata in vigore l'ora
legale e quindi oltre ad arrivare da Milano hanno anche dormito
un'ora in meno].
(2) Il brano ["sotto fuoco amico" è l'unico brano
in italiano ed è anche il brano più riuscito. Purtroppo
strizza un po' l'orecchio al quel grunge stranoto].
(3) Il cantato [buona e stimabile l'idea di dividere il cantato
fra i musicisti. C'è un cantate "titolare" che
lascia spazio spesso e volentieri agli altri. Come ho già
detto l'idea è buona, ora basta migliorare quelle minime
incertezze sugli attacchi].
&
DOWN
(1) Originalità [qui l'età può essere ancora
giustificante ma in questo caso non ne voglio sapere. I quattro
milanesi propongono un hard-rock che strizza l'occhio al trash-metal
anni Ottanta. L'originalità non viene fuori neanche nella
composizione dei brani, all'infuori di "sotto fuoco amico"
che risulta originale non come brano ma per il fatto che si distanzia
dal trito anni Ottanta].
(2) La bravura [ho già detto che son bravi. Purtroppo si
sentono alcune, troppe ripetizioni. Il chitarrista solista è
decisamente disinvolto ma appena può infila il solito pattern.
Il bassista ed il batterista suonano bene, ma al primo scivolone
del batterista, il bassista si fa trascinare creando difficoltà
alla band per riprendere il filo. Il chitarrista ritmico fa il suo
dovere senza eccellere. Il consiglio più utile che vi posso
dare è quello di fare le prove con il click per cercare di
imparare a suonare a tempo, non demordete perché in voi c'è
la possibilità di miglioramenti].
(3) La performance [bene, anzi, mica tanto bene. Se non erro clamorosamente
siamo nel duemilasei e non negli anni Ottanta! La performance a
qualcuno è piaciuta, e si perdonavano gli svarioni perché
"son giovani". Il cantante svolge una performance che
m'ha fatto balzare in mente James Hetfield dei Metallica ma il leader
della storica trash-metal-band è altro ed altrove].
Vi elenco in tre fasce (A, B, C), ed in ordine di
gradimento all'interno delle stesse, le mie band preferite:
Fascia A:
La Stanza di Casalecchio di Reno (BO), The Second Moon of Zion di
San Benedetto del Tronto (AP), Poa di Campobasso, Noiseslot di Roma,
Paraffin di Matera.
Fascia B:
Le Sifflet Public di Verona, Racika Totale di l'Aquila, Nembrot
di Napoli, Startrash di San Benedetto del Tronto (AP), Jardel di
Porto Sant'Elpidio (AP), Làmia di Benevento, Malìa
di l'Aquila, Hyssop di Roma.
Fascia C:
Entwined di Firenze, NoFearForFire di Milano, The Tufted Monkeys
di Roma, Onirica di Pesaro-Urbino, Lotus di San Benedetto del Tronto
(AP), Z.T.L. di Pesaro-Urbino, Entropy di Roseto (TE), Controverso
di Porto San Giorgio (AP).
Le band elencate di seguito non si sono presentate alle finali live
(in ordine alfabetico):
Bacio di Giuda di Viterbo, Dilaudid di Como, Kazekafol di Colli
del Tronto (AP), Lampigrevi di Frosinone, Luminal di Roma, Lykaion
di Roma, Nude di Tivoli.
Vi sparo il solito pistolotto o precisazione, che
dir si voglia. Io in questa pagina ho espresso la mia idea e non
ho pronunciato una sentenza. Non v'è piaciuta la mia idea?
Beh ve ne piaceranno delle altre. Vi è piaciuta la mia idea?
Attenzione musici, appena voltate l'angolo prenderete una "mazzata".
Anche la quattordicesima edizione di Sotterranea
ha visto la parola fine. Sia l'organizzazione di Sotterranea 2006
Sia sotterranea.com c'è l'hanno messa tutta e credo che si
meritino o meglio ci meritiamo un bravo. L'ottica migliore è
sempre quella di guardare le proprie capacità e competenze
e di cercare di migliorare di anno in anno. Sostengo che tutto sommato
il bravo che ci sentiamo di meritare vada accantonato e credo che
a breve ci si debba rimettersi all'opera per l'edizione 2007. L'unica
speranza è quella che i locali della nostra città
non smettano di fare musica live, perché se chiudono anche
gli ultimi posti che fanno suonare da vivo le band, e se i cittadini
continuano ad essere intolleranti con chi esercita l'arte sonora,
ci sarà ben poco da fare. O smettere o emigrare. Nemo profeta
in patria. Goo
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