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Francesca Poli

I DEALMA DI OLBIA VANNO IN FINALE

GRUPPI DI QUALITA' ALLA SECONDA SEMIFINALE DI SOTTERRANEA

PUBBLICO DA STADIO PER ACCLAMARE LE BANDS ITALIANE

di FRANCESCA POLI

(Mi scuso anticipatamente con tutti, per il ritardo nella pubblicazione della cronaca della serata ma per problemi lavorativi e non solo, nelle ultime 48 ore sono stata fagocitata dai seguenti eventi: sonno, manifestazioni culturali, sonno, elezioni regionali, sonno, trasloco, sonno, pubblicazioni, sonno…)


SAN BENEDETTO DEL TRONTO. SEMIFINALE DEL 27 MARZO AL FLORENTIA WORLD - Continua a riscuotere un grande successo di pubblico la XVIII edizione di Sotterranea Rock, il festival italiano del rock emergente. Cresce il numero di estimatori e parallelamente anche il livello musicale delle bands.
Sette i gruppi che questa volta si sono avvicendati sul palco del Florentia World presentando differenti stili musicali accattivanti, entusiasmando il pubblico in certi momenti straripante, che ha ringraziato con applausi sinceri.
E se Gene Simmons qualche tempo fa si era scagliato contro l'attuale stato di salute del rock definendolo "patetico", peccato non abbia avuto la possibilità di ricredersi assistendo alla seconda semifinale del festival (certo che, ascoltare la parola "patetico" uscire dalla bocca di uno che al momento di salire sul palco si vestiva, e veste ancora, da trucido clown - premetto che questa non è una critica alla musica dei Kiss, lungi da me!).
Ma veniamo alla cronistoria della serata, iniziata in modo "soft" se così si può definire.
I primi ad esibirsi sono stati i Ragusani Charme. Suono pulito, orecchiabile, e con una "Verve" alla Richard Ashcroft di "The drugs don't work", al quale il cantante Ippolito Nicolini si è molto ispirato (non solo vocalmente). Un alternative rock britannico che in alcuni momenti ha ricordato anche gli U2 di "Unforgettable fire". Bellissima esecuzione, molto apprezzata tanto che dal pubblico qualcuno si è lamentato per la breve esibizione (i canonici 18 minuti).
Gothic metal per il secondo gruppo in gara: i Black Dahlia di Foggia. La cantante e pianista Samuela Fuiani, dalla voce alla Amy Lee degli Evanescence e accenni alla Tarja Turunen (vedi prime note di "I walk alone"), ha ipnotizzato il pubblico con un sound più pop, da Lacuna Coil.
Professionalità e ritmi innovativi "indie style" hanno caratterizzato il gruppo de Il Pozzo di Matera. Particolari le sonorità alle quali si sono mescolati i ritmi pop beatlesiani, a un grunge con riferimenti ai Pearl Jam. La giuria ha molto apprezzato il carattere innovativo e la ricerca di un nuovo sound da parte del gruppo. Unico consiglio ai ragazzi: valorizzare la figura della bravissima e bella bassista Milena Sciortino, che sul palco del Florentia era in fondo al palco, accanto al batterista.
Ma a lasciare senza parole il pubblico e la giuria, che li ha decretati vincitori della serata, sono stati i Dealma da Olbia. Un lungo viaggio per i sardi Giuseppe Mura, Manuel Dettori, Claudio Pinna e Andrea Pica per far scoprire al pubblico di Sotterranea una commistione stilistica piena di invenzioni, caratterizzata dalla voce potente di Mura. Grazie alla notevole presenza scenica (che non guasta mai) e al loro grande talento musicale, hanno saputo coinvolgere la platea (e la galleria) a tal punto che avrebbero potuto anche elencare la lista della spesa: nessuno avrebbe capito nulla ma sarebbero comunque piaciuti moltissimo. Un mix di alternative, funk metal (ma anche funk tradizionale con un breve intermezzo che ha ricordato un esordiente Jason Kay, allora lontano dal commerciale) e in coda un flash nu metal seguito dal finale rumoroso, con trapani e chiavi inglesi.
Sonorità completamente diverse per il primo gruppo sambenedettese a salire sul palco: quello dei Cellar Door. Il quintetto si è cimentato in un rock "jazzato" in stile "Falling in between" dei Toto (album pubblicato nel 2006) con dei richiami alla mitica "Solid air" di John Martin. Eccezionali i chitarristi che hanno fatto rivivere atmosfere soft alla Davy Graham di "Cry me a river".
Dopo questa breve parentesi di relax, è tornato sul palco il rock rumoroso e adrenalinico con i Deleeria, seconda e ultima band cittadina ad esibirsi.
Il loro è stato un noise rock italiano alla Fluxus ("Nessuno si accorge di niente"), piuttosto che Afterhours, e accenni alla sonorità dei My Bloody Valentine. Un trio composto da Giorgio Ruggeri, Alexander J. Leeson e Luca Gnocchini che è riuscito a catturare l'attenzione della giuria e del pubblico, soprattutto per la doppia funzione del batterista Ruggeri impegnato anche in veste di vocalist.
Ultimi a salire sul palco, vecchie conoscenze di Sotterranea. Già semifinalisti nell'edizione 2009, sono tornati on stage i Voxlunae di Bari. Sicuramente il gruppo più numeroso (erano in sei) con una cantante dalla potenza vocale alla Patty Smith, ma con più classe e bellezza. Note che hanno rimandato ai Velvet Underground di "Venus in furs" e ai Television di "Call Mr Lee".

Una sola band, dunque, ha avuto accesso alla finale del 17 aprile: i Dealma di Olbia. L'auspicio è che uno dei gruppi di questa seconda semifinale venga ripescato. Non resta, per chi non è stato ammesso in prima battuta, che sperare ancora. Intanto l'appuntamento è per sabato 3 aprile con la terza semifinale.

 

 
 
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