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di Sotterranea 2010
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l'elenco dei gruppi semifinalisti di Sotterranea 2010
I DEALMA DI OLBIA VANNO IN
FINALE
GRUPPI DI QUALITA' ALLA SECONDA
SEMIFINALE DI SOTTERRANEA
PUBBLICO DA STADIO PER ACCLAMARE
LE BANDS ITALIANE
SAN BENEDETTO DEL TRONTO. SEMIFINALE DEL 27 MARZO AL FLORENTIA
WORLD - Continua a riscuotere un grande successo di pubblico
la XVIII edizione di Sotterranea Rock, il festival italiano
del rock emergente. Cresce il numero di estimatori e parallelamente
anche il livello musicale delle bands.
Sette i gruppi che questa volta si sono avvicendati sul palco
del Florentia World presentando differenti stili musicali
accattivanti, entusiasmando il pubblico in certi momenti straripante,
che ha ringraziato con applausi sinceri.
E se Gene Simmons qualche tempo fa si era scagliato contro
l'attuale stato di salute del rock definendolo "patetico",
peccato non abbia avuto la possibilità di ricredersi
assistendo alla seconda semifinale del festival (certo che,
ascoltare la parola "patetico" uscire dalla bocca
di uno che al momento di salire sul palco si vestiva, e veste
ancora, da trucido clown - premetto che questa non è
una critica alla musica dei Kiss, lungi da me!).
Ma veniamo alla cronistoria della serata, iniziata in modo
"soft" se così si può definire.
I primi ad esibirsi sono stati i Ragusani Charme. Suono pulito,
orecchiabile, e con una "Verve" alla Richard Ashcroft
di "The drugs don't work", al quale il cantante
Ippolito Nicolini si è molto ispirato (non solo vocalmente).
Un alternative rock britannico che in alcuni momenti ha ricordato
anche gli U2 di "Unforgettable fire". Bellissima
esecuzione, molto apprezzata tanto che dal pubblico qualcuno
si è lamentato per la breve esibizione (i canonici
18 minuti).
Gothic metal per il secondo gruppo in gara: i Black Dahlia
di Foggia. La cantante e pianista Samuela Fuiani, dalla voce
alla Amy Lee degli Evanescence e accenni alla Tarja Turunen
(vedi prime note di "I walk alone"), ha ipnotizzato
il pubblico con un sound più pop, da Lacuna Coil.
Professionalità e ritmi innovativi "indie style"
hanno caratterizzato il gruppo de Il Pozzo di Matera. Particolari
le sonorità alle quali si sono mescolati i ritmi pop
beatlesiani, a un grunge con riferimenti ai Pearl Jam. La
giuria ha molto apprezzato il carattere innovativo e la ricerca
di un nuovo sound da parte del gruppo. Unico consiglio ai
ragazzi: valorizzare la figura della bravissima e bella bassista
Milena Sciortino, che sul palco del Florentia era in fondo
al palco, accanto al batterista.
Ma a lasciare senza parole il pubblico e la giuria, che li
ha decretati vincitori della serata, sono stati i Dealma da
Olbia. Un lungo viaggio per i sardi Giuseppe Mura, Manuel
Dettori, Claudio Pinna e Andrea Pica per far scoprire al pubblico
di Sotterranea una commistione stilistica piena di invenzioni,
caratterizzata dalla voce potente di Mura. Grazie alla notevole
presenza scenica (che non guasta mai) e al loro grande talento
musicale, hanno saputo coinvolgere la platea (e la galleria)
a tal punto che avrebbero potuto anche elencare la lista della
spesa: nessuno avrebbe capito nulla ma sarebbero comunque
piaciuti moltissimo. Un mix di alternative, funk metal (ma
anche funk tradizionale con un breve intermezzo che ha ricordato
un esordiente Jason Kay, allora lontano dal commerciale) e
in coda un flash nu metal seguito dal finale rumoroso, con
trapani e chiavi inglesi.
Sonorità completamente diverse per il primo gruppo
sambenedettese a salire sul palco: quello dei Cellar Door.
Il quintetto si è cimentato in un rock "jazzato"
in stile "Falling in between" dei Toto (album pubblicato
nel 2006) con dei richiami alla mitica "Solid air"
di John Martin. Eccezionali i chitarristi che hanno fatto
rivivere atmosfere soft alla Davy Graham di "Cry me a
river".
Dopo questa breve parentesi di relax, è tornato sul
palco il rock rumoroso e adrenalinico con i Deleeria, seconda
e ultima band cittadina ad esibirsi.
Il loro è stato un noise rock italiano alla Fluxus
("Nessuno si accorge di niente"), piuttosto che
Afterhours, e accenni alla sonorità dei My Bloody Valentine.
Un trio composto da Giorgio Ruggeri, Alexander J. Leeson e
Luca Gnocchini che è riuscito a catturare l'attenzione
della giuria e del pubblico, soprattutto per la doppia funzione
del batterista Ruggeri impegnato anche in veste di vocalist.
Ultimi a salire sul palco, vecchie conoscenze di Sotterranea.
Già semifinalisti nell'edizione 2009, sono tornati
on stage i Voxlunae di Bari. Sicuramente il gruppo più
numeroso (erano in sei) con una cantante dalla potenza vocale
alla Patty Smith, ma con più classe e bellezza. Note
che hanno rimandato ai Velvet Underground di "Venus in
furs" e ai Television di "Call Mr Lee".
Una sola band, dunque, ha avuto accesso alla finale del 17
aprile: i Dealma di Olbia. L'auspicio è che uno dei
gruppi di questa seconda semifinale venga ripescato. Non resta,
per chi non è stato ammesso in prima battuta, che sperare
ancora. Intanto l'appuntamento è per sabato 3 aprile
con la terza semifinale.
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