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Francesca Poli

Grande pubblico per la prima di Sotterranea Rock 2010

Vanno in finale La Via d'Uscita di Campobasso e
Indie Boys Are for Hot Girls di Roma

Il 27 marzo seconda semifinale con altre otto bands
I concerti al Florentia World

di FRANCESCA POLI

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Debutto con i fiocchi per la diciottesima edizione di Sotterranea rock. Grande affluenza di pubblico al Florentia World per la prima serata di apertura del festival, che ha visto salire sul palco otto bands e fatto decretare ben due vincitori dai giurati.
Anche quest'anno il mattatore Franco Cameli ha voluto salutare i ragazzi regalando loro il cd compilation Sotterranea 2009 contenente le canzoni degli otto finalisti della precedente edizione, con l'augurio per i nuovi gruppi di riuscire a presenziare nella futura compilation 2010. La manifestazione, quest'anno, si è arricchita di nuovi partners. Da segnalare la collaborazione con la Lb Television Web-Tv (che trasmette in diretta, e in differita dal mercoledì di ogni settimana, le serate del contest), e Maremoto Festival. Con quest'ultimo la collaborazione si arricchisce maggiormente. Infatti, grazie all'associazione Occhio per Orecchio, uno degli otto finalisti di Sotterranea avrà l'opportunità di aprire la nuova edizione del Maremoto Festival di San Benedetto.
Ma ora entriamo nel vivo della gara.
I primi a salire sul palco, poi risultati finalisti, La via d'Uscita di Campobasso. Il quartetto non si è fatto notare solo dalle note adrenaliniche e moderne ma soprattutto per le straordinarie doti vocali di Emma Tontodonati, la cantante unica donna del gruppo. Una timbrica potente, acuti da vera diva capace di alternare momenti soft ad altri più graffianti, aggressivi ma mai storpiando la voce che, al contrario, riusciva a mantenere una sonorità pulita. Caratteristica molto amata dalla giuria che ha scelto di eleggere il gruppo quale primo finalista della manifestazione.
Da L'Aquila è stata poi la volta del Malìa. Grandi assenti della scorsa edizione del festival (causa del terremoto) ma che quest'anno hanno saputo rifarsi grazie ad un rock elettro-pop, che in alcuni tratti ha ricordato molto i Bluvertigo per altri il David Bowie nel suo periodo berlinese, ed una presenza ed esperienza scenica ben visibile. Sonorità e ritmi orecchiabili che andavano oltre il semplice piacere dell'ascolto. Per un soffio Ivan Aquilio e la sua band non sono passati alla finalissima, ma l'opportunità di essere ripescati è sempre dietro l'angolo.
Il primo gruppo marchigiano arriva da Macerata ed è quello dei Mhalbianco. Un post-rock emozionale che si alterna al rock genuino, quello senza tempo caratterizzato da una impronta diretta e ricca di atmosfera e melodia. Carismatico il vocalist, Daniele Generosi: adrenalina e carica emotiva insieme al resto del gruppo, forse l'unico in cui i singoli componenti della band sono riusciti a ritagliarsi una propria identità e originalità non offuscata dal leader.
Quarto gruppo nostrano: i Noxter di Castelfidardo. Il loro è un rock influenzato da molte varianti tra cui il pop, l'hard rock e il progressive. Un pop che rimanda ai primi album del Beatles (l'attacco di violino ricordava le note iniziali di Michelle), un hard rock alla Montrose (prima del loro coinvolgimento con i Van Halen) e il progressive italiano dei PFM. Ma tutto questo non è bastato per accedere alla finale.
Un'attitudine esuberante e festaiola è quella che ha caratterizzato l'esibizione dei The Sideburns' Company. Surrogato di energia e demenzialità, come se Sid Vicius si fosse incrociato con Elio di Le storie Tese. Il gruppo non ha certo lesinato in quanto interpretazione (il vocalist Rocco Girolami ha concluso l'esibizione con una maschera da suino) ed originalità dei testi: divertenti e provocatori quanto basta da essere stati parecchio apprezzati dal pubblico in sala.
Giovanissimi e con ancora una lunga strada artistica davanti da percorrere, da San Benedetto sono arrivati i Pang. Lo stile c'è, un pop punk ironico che rimanda ai Ramones e ai Buzzcocks, la voglia anche e se seguono la linea del videogioco da dove hanno trovato spunto per il nome del gruppo, cresceranno sicuramente di fama. Soprattutto se continuano ad avere supporters "coloriti" ed iper eccitati come ha potuto constatare l'intero locale.
Penultimo gruppo quello dei romani Indie Boys Are for Hot Girls. Un trio con la vitalità di venti persone, che ha ottenuto il consenso della giuria. I ragazzi sono infatti passati alla finalissima di Sotterranea. Ispirati dall'indie in stile Strokes ma anche dalla originalità dei Franz Ferdinand, Alessandro Canu e i suoi compagni sono stati adrenalina pura sul palco del Florentia catturando l'attenzione del pubblico.
Gli ultimi a salire sul palco i romani Les Maudits. Un rock classico, caldo e orecchiabile alla Foo Fighters con accenni di elettronica. Buon a tecnica e buona tenuta del palco. Nelle prossime settimane si saprà se qualcuno dei non ammessi alla finalissima potrà essere recuperato.
Sono dunque due, fino ad ora, i gruppi certi che si sfideranno nella finalissima del 17 aprile di Sotterranea: La via d'uscita di Campobasso e gli Indie Boys Are for Hot Girls.


 
 
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