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Semifinali
10 e 17 Febbraio; il 17 e 24 Marzo. Finalissima
31 Marzo - Titty Twister, San Benedetto
del Tronto (AP), località Porto
d'Ascoli
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| "Punto
di Vista"
di Goo (http://www.pioweb.it/pen.htm)
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Semifinale
Live - Sabato 10/02/2007
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Primi
ad esibirsi sono i Nitarao di Roma.
Il genere proposto è un misto di
sfuriate crossover su base elettronica
con accenni drum 'n' bass. Usano
un computer per le parti ritmiche
senza il supporto della batteria
di cui si avverte la mancanza nelle
parti più dure; anche l'intendimento
della sezione ritmica avverte l'assenza
di un supporto percussivo.
Interessante il lavoro della chitarra
in particolare nella proposizione
del primo riff dal sapore orientaleggiante.
Il basso ha un suono gonfio che
caratterizza il sound, la voce del
cantante traccia dei solchi nelle
orecchie, buoni gli
interventi della seconda voce.
La band è dotata di feeling diesel;
man mano che suona trova compattezza
ed interagisce di più sul palco
anche se credo che il genere proposto
dava la possibilità di inghiottire
gli spettatori in un solo boccone
ed invece siamo stati appena annusati.
C'è da chiedersi se la band soffra
di inappetenza o se la platea era
così inappetibile.
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Da
Bologna arrivano i MagicBabyet.
Il primo brano proposto è interessante
presenta anche un cambio di ritmo
ben congegnato, qualcuno dice "forse
ardito ma ben congegnato". Dopo
l'interesse catturato dal primo
brano la band scende di livello,
gli altri pezzi non catturano come
il primo. Il batterista è del tipo
"picchiaduro", tecnicamente non
eccelso ma supporta un buon feeling
con il basso. Le chitarre si intrecciano
bene ma non hanno dinamiche particolari
e sono poco graffianti. Spiccata
nota positiva della band è la cantante
dotata di personalità vocale e buona
dinamica, degna di attenzione la
sensibilità scenica dimostrata.
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The
Shadow Line è la terza band a salire
sul palco, la seconda proveniente
da Roma. E vanno in finale. Li rivedremo
il 31 marzo.
Band vivace con un buon sound complessivo
sorretto prevalentemente dalla chitarra
che esegue riff azzeccati e con
buona fatturazione. Basso grintoso
e partecipe sia al sound che alla
scena. Buon feeling tra basso e
chitarra, meno tra basso e batteria
per difetto del basso che non sempre
segue gli stacchi della batteria.
La batteria incalza ritmo e fa sì
che i brani siano sempre tesi. Voce
funzionale alle melodie che a loro
volta si ascoltano ben cucite sui
brani, nonostante fossero non proprio
originali. Il cantante chitarrista
esegue l'accompagnamento dei brani
in modo un po' anonimo ma tutto
sommato funzionale ai pezzi. Nel
complessivo una band che non mi
esalta ma può arrivare al traguardo
grazie agli arrangiamenti, l'immediatezza
dei brani e la presenza scenica
sicuramente grintosa e partecipata.
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Quarti
sul palco i Leucò di Ancona.
Sette musicisti sul palco (batteria,
basso, chitarra, tastiera, piano
digitale, voce e coro) orpelli in
eccedenza ma la sostanza (la canzone)
pur essendo sufficiente non cattura.
La band è tecnicamente preparata
e ritmicamente ben organizzata ma
piatta. La chitarra è stata penalizzata
dal mixaggio ma nei pochi sprazzi
di ascolto ha dimostrato cura degli
arrangiamenti. Della tastiera e
del piano digitale non sono riuscito
a percepire gli arricchimenti. Voce
molto buona e cori riusciti. Presenza
scenica carente.
La band sembra essere inadeguata
al contesto, probabilmente non è
una band da "Sotterranea - festival
del rock alternativo" quindi più
che della band la responsabilità
è dei selezionatori.
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I
CalibroNove di Comunanza sono i
quinti sul palco.
Esplodono subito la loro aggressività,
le chitarre sono efficaci, forniscono
spinta e s'incastrano a dovere.
Batteria e basso filano dritto senza
far troppi complimenti. La voce
è a tratti granitica ma con il passare
del tempo diventa imprecisa e perde
efficacia, non sembra esserci tecnica
ma molto sforzo. L'atteggiamento
del cantante migliora col passare
dei minuti; inizia con atteggiamento
Cockeriano e man mano diventa più
disinvolto. Lo stile del gruppo
è affiancabile ai Litfiba, anche
per un certo modo di concludere
le parole da parte del cantante,
con dei momenti più vicini ai Marlene
Kuntz. "Cazzo di musa" è il brano
migliore, a me è piaciuto. Piccola
nota di colore: il maglioncino senape
del bassista è bocciatissimo.
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Sesti
ad esibirsi sono i Mar+' (leggi:
Marpiù) di Teramo.
Band di buon livello trova nella
batteria un punto di forza. Batterista
tecnico che farcisce gli stacchi
con passaggi un po' leziosi, ma
ha la padronanza dello strumento.
"Nota negativa" il gigioneggiare
con le bacchette stile Tommy Lee
anni'80. Il basso ha buone idee
ma si incaponisce su alcuni riff
e supporta poco la batteria. Le
chitarre riempiono adeguatamente
e non molto di più. La voce è dotata
di estensione e discreta tecnica
ma le melodie non coinvolgono e
si standardizzano. Ci sono delle
cose che a me piacciono poco come
la scopiazzatura. Il basso si incaponisce
come la chitarra ad emulare lo stile
dei Rage Against The Machine.
Il cantante chitarrista sul finale
inserisce acuti da rocker anni'70
ed infila un solo di chitarra di
tipo dimostrativo. Acuto ed a solo
sono anche ben riusciti, ma fuori
dallo stile proposto fino a quel
momento che era di chiara matrice
crossover.
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I
Frank & the Family sono di San
Benedetto del Tronto e sono la settima
ed ultima band della serata.
Chitarre ben intrecciate quando
utilizzano suoni clean. Il chitarrista
"solista" quando distorce utilizza
un suono non convincente e non tutte
le note sembrano adeguate, nel finale
si lascia andare in un solo apprezzabile
ma evitabile.
Il cantante chitarrista è fornito
di buone linee vocali ed una discreta
intensità, buono il suono della
chitarra ritmica che utilizza un
overdrive che riempie e supporta
la struttura dei brani. Batteria
e basso compitano bene ed in modo
lineare facendo si che i brani filino
dritti ma non flosci. Nell'ultimo
brano si inserisce un piano che
ben si aggiunge agli arrangiamenti.
Il sound complessivo è buono ed
originale magari una maggior cura
degli arrangiamenti li renderebbe
più fruibili.
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In
questa prima serata ho trovato spunti
di interesse: Frank & the Family,
Magic Babyet, Calibronove. Facendo
una media mi aspettavo qualcosa
in più, la personalità. Vi comunico
che in finale ci sarà The Shadow
Line, forse, data la media di stasera
se lo sono meritato.
Bye bye, Goo.
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